Lega, il Nord prepara la conta: Salvini teme il voto segreto
Dopo l’annuncio del congresso straordinario del 24 e 25 ottobre, i dissidenti settentrionali si organizzano e valutano una votazione riservata
La reazione all’annuncio del congresso straordinario della Lega non si è fatta attendere. I dissidenti del Nord, colti di sorpresa dalla convocazione di Matteo Salvini, stanno cercando una linea comune in vista dell’appuntamento di Milano.
L’ipotesi che prende forma è quella di affidare a un voto segreto la verifica del consenso interno al partito. Secondo i ribelli, una consultazione nelle cabine potrebbe far emergere il malcontento senza esporre pubblicamente i delegati.
Il fronte del Nord si organizza
Negli ultimi tre giorni si sono susseguite numerose telefonate tra gli esponenti contrari alla gestione attuale. I governatori starebbero preparando anche un confronto in videocollegamento, previsto entro la settimana, per definire le prossime mosse.
Il vertice dovrebbe servire a valutare come arrivare all’assemblea convocata per il 24 e 25 ottobre a Milano. Tra le idee discusse con maggiore insistenza c’è dunque quella di chiedere una verifica riservata, così da misurare in modo più netto il livello di sostegno a Salvini.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Salvini teme le assenze
Il congresso straordinario è stato annunciato dal leader leghista con modalità considerate particolarmente rigide dai suoi oppositori. Proprio per questo, tra i dissidenti si guarda alla partecipazione e alla possibilità che alcuni esponenti scelgano di non presentarsi.
Salvini, dal canto suo, teme possibili forfait e ha richiamato il peso politico delle assenze. «Ma chi è assente ha sempre torto», ha osservato, mentre nel partito cresce l’attesa per una conta che potrebbe rendere visibili gli equilibri interni.
Continua a leggere
Schlein avverte l’alleanza: prima il programma, poi chi la guiderà
La segretaria dem chiede un accordo vincolante per tutta l’area progressista e rivendica il ruolo centrale del Pd, forte del doppio dei consensi ottenuti dagli alleati
Schlein detta le condizioni: niente larghe intese, il Pd vuole guidare
La segretaria dem rivendica il peso del partito nell’alleanza progressista e rilancia la sfida al governo in vista delle elezioni del 2027.
La poltrona di Berlusconi è ancora lì: il curioso destino raccontato da Travaglio
La sedia protagonista dello scontro televisivo del 2013 è oggi nell’ufficio di Marco Travaglio, coperta dai ritagli del suo archivio.
Ponte sullo Stretto, il 6 ottobre resta il nodo Cipess: nuovi addii in vista
La riunione del Comitato interministeriale non prevede al momento l’esame del collegamento tra Sicilia e Calabria, mentre la società registra nuove uscite ai vertici.