Lega, il monito di Dreosto: «Le critiche a uso stampa ci indeboliscono»
Dal congresso di Milano il senatore friuliano difende Salvini e contesta il metodo con cui le tensioni interne vengono portate nel dibattito pubblico.
«Prima di tutto viene il bene della Lega»: Marco Dreosto ha richiamato il partito alla compattezza, sostenendo che la discussione interna può essere utile, ma perde valore quando si trasforma in una sequenza di attacchi destinati soprattutto ai media. Secondo il senatore, questo atteggiamento finisce per danneggiare la credibilità del movimento e il lavoro svolto sul territorio.
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Dreosto difende la linea di Salvini
Nel suo intervento, il segretario della Lega in Friuli Venezia Giulia ha ribadito il proprio appoggio a Matteo Salvini. Ha inoltre indicato nel correntismo uno dei principali rischi per il partito, sostenendo che le divisioni organizzate in gruppi contrapposti possono consumarne la forza politica.
Dreosto ha riconosciuto alla dialettica un ruolo essenziale nella vita democratica, ma ha criticato la ricerca continua della polemica pubblica. A suo giudizio, esporre ogni contrasto interno indebolisce la posizione della Lega proprio mentre gli esponenti locali sono chiamati a difendere i risultati ottenuti.
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Il confronto con Romeo arriva al congresso
Nel mirino è finito Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e tra i parlamentari considerati più critici verso l’attuale indirizzo del partito. Dreosto ha ricordato il lavoro condiviso con lui a Roma, ma ha contestato l’idea di trasformare questioni personali in un confronto di rilevanza nazionale: «Non si può mettere in discussione un segretario per quelle che sono diatribe personali interne trasformandole in un dibattito nazionale».
Le parole del senatore sono state accolte dagli applausi dei presenti. L’intervento si è svolto a Milano, durante il congresso straordinario della Lega, diventando così un richiamo pubblico alla leadership di Salvini e una presa di posizione contro le contestazioni attribuite all’area vicina a Romeo.
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