Lavoro, il monito di Mattarella: prima la persona, non le macchine
Durante la consegna delle Stelle al Merito del Lavoro, il Presidente della Repubblica ha richiamato il valore della dignità umana e di retribuzioni adeguate.
La tecnologia non può trasformare chi lavora in un semplice esecutore agli ordini delle macchine. È questo il punto centrale del messaggio rivolto da Sergio Mattarella durante la cerimonia per la consegna delle Stelle al Merito del Lavoro, occasione nella quale il capo dello Stato ha difeso la centralità della persona e il valore sociale dell’occupazione.
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La persona resta il punto di riferimento
Mattarella ha messo in guardia dal rischio che gli strumenti tecnologici, se utilizzati in modo distorto, producano nuove forme di subordinazione. Il progresso, secondo il richiamo del Presidente della Repubblica, deve restare al servizio dell’essere umano e non ridurre i lavoratori a componenti di un sistema automatizzato.
Nel suo intervento ha affermato: «Non intendiamo che possano svilupparsi – anche attraverso un uso perverso di algoritmi – nuove insidiose forme di asservimento». La tutela della dignità, dunque, deve accompagnare l’innovazione e orientarne l’impiego nel mondo produttivo.
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Retribuzioni adeguate, non una spesa
Un altro passaggio ha riguardato il tema dei salari. Mattarella ha respinto l’idea che garantire compensi adeguati rappresenti soltanto un onere per le imprese, sottolineando invece il legame tra giusta retribuzione, dignità individuale e qualità del lavoro.
«I salari adeguati non sono un costo», ha dichiarato il capo dello Stato, inserendo il tema delle retribuzioni nel più ampio principio del primato della persona. La cerimonia delle Stelle al Merito del Lavoro è diventata così il contesto per ribadire che efficienza e innovazione non possono cancellare i diritti di chi opera ogni giorno.
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