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Politica 1 min di lettura18 ore fa

La firma che divide Reggio Children: accuse e smentita

Docenti di scuole ebraiche statunitensi sostengono di essere stati spinti a sottoscrivere un testo contro l’Idf, mentre l’organizzazione parla di un equivoco.

La controversia sul progetto di Reggio Children nasce da uno scambio informale tra l’organizzazione emiliana e alcuni insegnanti di scuole ebraiche americane. Il confronto, avvenuto tramite messaggi, posta elettronica e chiamate tra Reggio Emilia e gli Stati Uniti, ha portato anche alla rinuncia al viaggio di studio e ha alimentato accuse e repliche.


La contestazione dei docenti americani

Secondo la ricostruzione degli insegnanti, sarebbe stato chiesto loro di firmare un documento contrario all’Idf. La vicenda ha suscitato una reazione netta, fino alla decisione di non partecipare al viaggio legato al progetto di Reggio Children.

La posizione dei docenti è stata sintetizzata nell’accusa di essere stati invitati a compiere una sorta di abiura. Da qui è nata la polemica sulla natura del documento e sulle condizioni poste per il coinvolgimento nell’iniziativa.

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Reggio Children respinge le accuse

Reggio Children nega tuttavia che vi sia stata una richiesta di abiura o la volontà di imporre un testo politico agli insegnanti. L’organizzazione riconduce l’origine del caso a un’interlocuzione informale che, secondo la sua valutazione, sarebbe stata fraintesa.

I contatti tra le parti si sono sviluppati per diversi giorni attraverso comunicazioni scritte e conversazioni a distanza. Per Reggio Children, anche nell’ipotesi più favorevole, il contenuto dello scambio sarebbe stato interpretato in modo errato, trasformando un confronto interlocutorio nella contestazione che ha portato alla rinuncia dei docenti al viaggio di studio.

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