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Politica 2 min di lettura2 ore fa

La doppia B di Barbara Berlusconi: ecco a cosa serve il nuovo logo

La Fondazione Barbara Berlusconi si dota di un marchio registrato per tutelare le proprie attività e sostenere i progetti dedicati a cultura ed educazione.

A Milano, la Fondazione Barbara Berlusconi ha sostenuto il recupero di due statue conservate nella Pinacoteca di Brera: una dedicata a Cesare Beccaria e l’altra a Giuseppe Parini. L’intervento, realizzato lunedì scorso, si inserisce nelle attività culturali dell’ente.

La fondazione ha spiegato di voler promuovere libertà, formazione e cultura come strumenti di crescita personale e collettiva. Il suo impegno si concentra soprattutto su educazione e valorizzazione del patrimonio artistico e musicale.


Cultura ed educazione al centro

Sul proprio sito, l’ente presenta l’educazione come il primo ambito d’azione. L’obiettivo è sostenere scuole e organizzazioni che lavorano con bambini e ragazzi attraverso metodi innovativi, contesti sicuri e percorsi orientati alla crescita, al merito e alla responsabilità.

Il secondo settore riguarda invece le arti e la musica, con particolare attenzione alle eccellenze meno conosciute. La fondazione intende unire tutela, divulgazione e ricadute sociali, considerando la cultura anche come una possibile leva per l’occupazione e lo sviluppo economico.

Tra gli obiettivi dichiarati c’è quello di diventare un riferimento per chi attribuisce valore al merito, alla responsabilità e alla cultura intesa come elemento attivo della società. L’ente è presente anche su Instagram e YouTube.


Un marchio per proteggere l’ente

A questa attività si aggiunge ora un’identità visiva ufficiale. Il simbolo è formato dalle lettere “FBB”, iniziali di Fondazione Barbara Berlusconi, disposte in stampatello maiuscolo e sovrapposte in parte tra loro.

La composizione prevede la denominazione completa distribuita su tre righe. Accanto compare il monogramma: la parte superiore della “F” si collega alla prima “B” formando un tratto orizzontale, mentre una seconda “B”, spostata leggermente verso destra, lascia visibili soltanto i propri occhielli.

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La registrazione rientra nella categoria dei marchi figurativi. La pratica risulta depositata presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi del ministero delle Imprese e del Made in Italy il 13 aprile scorso; nel riepilogo della notizia viene indicato anche il 4 giugno come riferimento della presentazione. Barbara Berlusconi compare come titolare della domanda.


Dove potrà comparire il simbolo

La tutela riguarda un ventaglio molto ampio di possibili utilizzi. Il logo potrà accompagnare, tra gli altri prodotti, custodie per telefoni, chiavette USB, calamite, penne e gomme, oltre a capi d’abbigliamento, scarpe da calcio e pigiami.

L’elenco comprende anche servizi legati alle raccolte benefiche, attività espositive nei musei, podcast e programmazione radiofonica o televisiva. La scelta di registrare il marchio sarebbe nata dalla volontà dei vertici di ridurre il rischio di frodi e riproduzioni illegittime.


La struttura della fondazione

L’organizzazione è stata costituita nella primavera del 2025 e, al momento dell’avvio, ha ricevuto una dotazione di 30mila euro. A settembre ha poi ottenuto l’iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore e il riconoscimento come ente filantropico.

Nel consiglio di amministrazione, insieme alla presidente Barbara Berlusconi, siedono Geronimo La Russa, presidente dell’Aci e figlio maggiore del presidente del Senato Ignazio La Russa, Massimo Zennaro e Roberto Della Vecchia. Zennaro affianca da tempo Barbara Berlusconi come portavoce e consigliere.

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