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Politica 2 min di lettura11 ore fa

Italia, la partita dei corridoi merci: cosa decide MercinTreno 2026

A Roma istituzioni e imprese discuteranno di porti, ferrovie, valichi alpini e investimenti dopo il Pnrr per rafforzare il ruolo dell’Italia nella logistica europea.

Il tema non riguarda soltanto il futuro del trasporto su rotaia: dalla capacità dell’Italia di inserirsi nella nuova geografia degli scambi dipenderà anche il suo peso economico tra Mediterraneo ed Europa. Rotte commerciali più esposte alle crisi e catene di fornitura da ripensare rendono decisiva l’efficienza dei collegamenti terrestri.


Una rete che vale per l’intero Paese

Alla XVIII edizione di MercinTreno parteciperanno esponenti delle istituzioni europee, nazionali e regionali, imprese ferroviarie, gestori delle infrastrutture, autorità di regolazione, operatori della logistica, università e rappresentanti del settore internazionale. Il programma completo e i nomi dei relatori saranno diffusi nelle prossime settimane.

L’appuntamento sarà articolato in tre aree di confronto: gli equilibri geopolitici e le direttrici internazionali, gli interventi infrastrutturali nella fase successiva al Pnrr, quindi sostenibilità e innovazione. Il trasporto ferroviario delle merci viene così considerato non più come un tema riservato agli specialisti, ma come una componente della strategia industriale italiana.


Rotte globali e sicurezza degli scambi

Le tensioni che interessano il Mar Rosso e altre vie marittime stanno ridisegnando i collegamenti tra il continente europeo e il Mediterraneo. In questo quadro cambiano il ruolo dei porti, il valore delle linee ferroviarie e l’importanza dei grandi assi terrestri.

Le aziende si muovono in un contesto meno prevedibile: una parte delle produzioni tende ad avvicinarsi ai mercati di riferimento, mentre sicurezza e continuità delle forniture sono tornate al centro delle decisioni pubbliche e private. L’Italia, attraversata da quattro corridoi della rete transeuropea TEN-T, può sfruttare la propria posizione, ma la collocazione geografica non garantisce da sola un vantaggio competitivo.


Dopo il Pnrr conta la capacità

La discussione sul Piano nazionale di ripresa e resilienza si sposterà dagli stanziamenti agli effetti concreti ottenuti. Al centro ci saranno l’incremento effettivo della capacità ferroviaria, l’adeguamento delle linee agli standard europei e la possibilità di far circolare convogli più lunghi e con carichi maggiori.

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Un altro punto riguarda i collegamenti tra porti, terminal e rete principale. Restano da individuare i passaggi che rallentano il sistema e da chiarire come mantenere il ritmo degli interventi quando le risorse straordinarie del Pnrr diminuiranno, lasciando maggiore spazio alla programmazione ordinaria.


Ferro e innovazione devono convenire

L’Unione europea punta a raddoppiare entro il 2050 il traffico ferroviario delle merci. Per raggiungere questo traguardo, tuttavia, la riduzione delle emissioni non sarà sufficiente: gli operatori sceglieranno il treno se potrà offrire tempi, prezzi, regolarità e adattabilità compatibili con le esigenze delle imprese.

Per questo il Forum affronterà anche digitalizzazione, collegamento operativo tra le reti europee, sistemi di segnalamento e rinnovo dei mezzi ferroviari. Accanto agli strumenti tecnologici sarà esaminato il quadro normativo, insieme agli incentivi necessari a rendere il trasporto su rotaia una soluzione economicamente praticabile.

MercinTreno 2026 si svolgerà giovedì 5 novembre a Roma, nella sede del Cnel. La giornata riunirà circa 40 relatori per discutere se porti, interporti, ferrovie e valichi alpini possano essere integrati in una piattaforma logistica capace di sostenere il ruolo dell’Italia nel continente.

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