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Politica 2 min di lettura26 set

Iran, tregua respinta: Trump pensa ai raid dopo il voto di metà mandato

Teheran offre una pausa di sette giorni e riapre agli ispettori Aiea, mentre riaffiora l’allarme egiziano su Hamas prima del 7 ottobre 2023

La prospettiva di nuovi bombardamenti torna al centro della crisi tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump avrebbe infatti escluso un’intesa temporanea proposta da Teheran e avrebbe fatto sapere ai propri collaboratori di voler valutare la ripresa delle operazioni militari una volta concluse le elezioni di metà mandato.

Sul piano diplomatico, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invece lasciato aperta la porta a un nuovo accesso degli ispettori dell’Aiea ai siti nucleari. Le modalità dell’eventuale rientro, ha spiegato, dovrebbero essere definite durante il negoziato.


La proposta iraniana non convince Trump

L’offerta messa sul tavolo dall’Iran prevedeva una sospensione dei combattimenti della durata di sette giorni. In cambio, Teheran si sarebbe impegnata a consentire nuovamente il passaggio nello Stretto di Hormuz e a riavviare il confronto sul proprio programma atomico.

Il piano comprendeva anche la cancellazione del blocco imposto dagli Stati Uniti. Trump, secondo le informazioni circolate, avrebbe però respinto questa formula e avrebbe indicato il periodo successivo alle elezioni di metà mandato come possibile momento per una nuova offensiva contro l’Iran.


Pezeshkian riapre il dossier nucleare

Le dichiarazioni di Pezeshkian introducono un elemento diverso nel quadro dei rapporti con la comunità internazionale. Il capo dello Stato iraniano non ha escluso il ritorno degli esperti dell’Aiea, ma ha legato ogni decisione a un’intesa sulle regole e sui presupposti dell’operazione.

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La questione degli ispettori resta quindi inserita nel percorso negoziale sul nucleare. L’apertura di Teheran arriva mentre sul fronte americano rimane l’ipotesi di un nuovo ricorso alla forza, legata alla posizione assunta da Trump.


L’allarme egiziano prima del 7 ottobre

Nel frattempo emergono nuovi particolari sugli avvertimenti trasmessi dall’Egitto a Israele prima dell’attacco del 7 ottobre 2023. Abbas Kamel, allora responsabile dell’intelligence egiziana, avrebbe contattato le autorità israeliane il 26 settembre per segnalare il rischio di un’azione da parte di Hamas.

L’avviso, stando alla ricostruzione, non conteneva tuttavia un’indicazione precisa sul giorno in cui l’offensiva sarebbe scattata. Il dettaglio riporta l’attenzione sulla fase precedente all’attacco e sui segnali ricevuti da Israele nelle settimane che lo precedettero.

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