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Politica 1 min di lettura1 ora fa

Iran, il grido sulla sabbia per Najmeh Amini

Sulla spiaggia di Platamona Nicola Urru ha realizzato un’opera per chiedere attenzione sulla vicenda della studentessa iraniana di 23 anni.

La spiaggia di Platamona, nel Sassarese, è diventata il luogo di una protesta silenziosa per Najmeh Amini. Sulla sabbia l’artista Nicola Urru ha realizzato un grande altorilievo dedicato alla studentessa iraniana, destinataria di una condanna capitale pronunciata da un tribunale di Mashhad.

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Un’immagine contro il silenzio

Nel disegno la giovane compare accanto a due figure che sembrano impedirle di parlare. L’opera richiama così la vicenda giudiziaria di Amini, arrestata tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio scorsi e accusata di avere pubblicato sui social un contenuto ritenuto blasfemo.

La ragazza, che studia economia e ha 23 anni, è stata riconosciuta colpevole dalla magistratura iraniana. Per quel post, secondo l’accusa e la decisione del tribunale, è stata applicata la pena massima prevista nella Repubblica Islamica.


L’appello dell’artista dalla Sardegna

Urru ha accompagnato la sua opera con una riflessione sulla libertà di espressione. Per l’artista, parlare, creare e manifestare anche il dissenso non sono semplici possibilità, ma aspetti essenziali della dignità individuale: la paura di una punizione può infatti spingere le persone a censurare perfino i propri pensieri.

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Nel messaggio diffuso sui social, Urru sostiene che il confronto e il dialogo dovrebbero prevalere sulla repressione. «Esprimersi non è soltanto un atto verbale», ha scritto, collegando il gesto realizzato sulla spiaggia alla necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sorte della studentessa.

L’altorilievo di Platamona diventa quindi un appello pubblico per Najmeh Amini e, più in generale, un richiamo al valore della parola quando esprimere un’opinione può trasformarsi in un’accusa punita con la morte.

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