Milano, 10 Daspo dopo gli scontri: domani la piazza anti-violenza
Mentre la Questura dispone i primi divieti dopo i disordini, il governo prepara nuove misure e la Cgil chiama la città a raccolta con Sala e Calabresi.
La risposta agli scontri che hanno segnato Milano nel fine settimana comincia dai primi provvedimenti della Questura: sono circa dieci i Daspo urbani disposti dopo i controlli effettuati ieri in piazza Duomo e nelle aree vicine. Intanto il governo si prepara a varare nuove norme sulla sicurezza e domani la Cgil porterà in piazza il tema della violenza e delle disuguaglianze, con la partecipazione del sindaco Giuseppe Sala.
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I primi divieti dopo gli scontri
I destinatari dei Dacur sono giovani con precedenti, persone che avrebbero cercato di nascondere il volto oppure individui trovati con oggetti considerati potenzialmente pericolosi, tra cui coltellini. I divieti impediranno loro di accedere a Milano o a specifiche zone della città per periodi differenti.
Parallelamente, la Digos continua a ricostruire quanto accaduto tra sabato e domenica. Gli investigatori stanno cercando di chiarire le responsabilità dei circa 500 partecipanti agli incidenti; alcuni erano già stati arrestati nelle ore immediatamente successive ai fatti.
Sala chiede sicurezza e prevenzione
Il sindaco sarà domani alle 18 in piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino, per l’iniziativa della Cgil “Milano non vuole la violenza”. L’appuntamento, sostenuto anche dal Partito democratico e da altre realtà, arriva dopo le tensioni del fine settimana e punta a mostrare una reazione comune della città.
Parlando dei disordini, Sala ha sottolineato che le sole misure repressive non bastano: «Non può essere solo un problema di repressione». Il primo cittadino ha richiamato la necessità di affrontare anche le cause del disagio sociale, senza atteggiamenti indulgenti ma con attenzione critica. A colpirlo, durante un sopralluogo nei negozi danneggiati, è stata soprattutto la paura manifestata dai giovani lavoratori presenti.
Domani il vertice sull’ordine pubblico
Sempre domani è previsto il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Sala ha riferito che il prefetto gli avrebbe annunciato la possibile presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, mentre in città è atteso anche un rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine.
Il sindaco ha spiegato che le grandi città possono accumulare tensioni difficili da gestire e ha citato, come termine di paragone, quanto avvenuto a Parigi. Secondo Sala, la politica deve occuparsi delle origini del malessere e non limitarsi a intervenire quando esplode la violenza.
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Il centrosinistra cerca una risposta comune
Alla manifestazione parteciperà anche Mario Calabresi, indicato tra i possibili candidati alle primarie del centrosinistra per la scelta del sindaco di Milano. Il giornalista ha definito prioritario offrire un’immagine di unità e respingere ogni giustificazione per quanto accaduto.
Calabresi ha tuttavia osservato che, dopo la condanna degli episodi, sarà necessario comprendere perché si siano verificati e intervenire sulle motivazioni. Ha inoltre criticato l’uso degli scontri come strumento di polemica politica, ribadendo l’obiettivo di riportare la città a una condizione di normalità, sicurezza e pacifica convivenza.
Il governo prepara il nuovo decreto
Il Consiglio dei ministri è convocato oggi alle 17.30 e dovrebbe esaminare un decreto destinato a raccogliere alcune disposizioni già inserite nel disegno di legge sulla sicurezza approvato a luglio, attualmente all’esame del Senato.
Tra le ipotesi figura l’estensione ai minorenni del fermo preventivo, anche oltre le 12 ore. Il testo potrebbe inoltre introdurre l’arresto in flagranza differita per chi partecipa a danneggiamenti compiuti in gruppo e limitare la possibilità di riunirsi per persone ritenute pericolose per l’ordine pubblico.
Nel pacchetto dovrebbe rientrare anche il potenziamento dell’operazione Strade sicure. Le nuove misure arriverebbero mentre a Milano proseguono gli accertamenti sulle violenze e si prepara una mobilitazione pubblica con l’obiettivo dichiarato di condannare gli episodi e affrontarne le cause.
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