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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Milano, dieci Daspo dopo gli scontri: domani la piazza e il decreto

Il governo valuta nuove misure per la sicurezza mentre sindacati e centrosinistra chiamano la città a una mobilitazione contro le violenze.

Dieci giovani sono stati colpiti da un Daspo urbano dopo i controlli svolti ieri tra piazza Duomo e le vie vicine, teatro degli scontri del fine settimana. I provvedimenti, disposti dalla Questura, impediranno agli interessati di accedere a Milano o a specifiche aree della città per periodi differenti.

I destinatari, secondo quanto emerso, avrebbero precedenti, sarebbero stati trovati con il volto coperto oppure avrebbero avuto con sé oggetti considerati potenzialmente pericolosi, come coltelli di piccole dimensioni. Nel frattempo la Digos sta cercando di ricostruire la sequenza degli episodi e di individuare le responsabilità tra le circa 500 persone coinvolte negli incidenti; alcuni partecipanti erano già stati arrestati nelle ore successive ai fatti.

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Il governo prepara nuove misure

Il Consiglio dei ministri è convocato domani alle 17.30 e potrebbe approvare un decreto sulla sicurezza. Nel testo dovrebbero confluire parti del disegno di legge varato dal governo a luglio, attualmente all’esame del Senato.

Tra le ipotesi figurano il fermo preventivo anche per gli under 18, con una durata eventualmente superiore alle 12 ore, l’arresto in flagranza differita per i danneggiamenti commessi da gruppi e il divieto di aggregazione per chi viene ritenuto pericoloso per l’ordine pubblico. Sul tavolo ci sarebbe anche il rafforzamento dell’operazione Strade sicure.


Sala chiede di guardare alle cause

Il sindaco Giuseppe Sala ha collegato la risposta agli scontri alla necessità di affrontare anche il disagio sociale che li alimenta. A suo giudizio, l’intervento delle istituzioni non può limitarsi alla repressione: «non possa essere solo un problema di repressione», ha osservato a margine della commemorazione dei piccoli martiri di Gorla.

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Sala ha invitato la politica a esaminare le origini del malessere senza atteggiamenti indulgenti, ma anche senza rinunciare a un’analisi critica. Ha inoltre riferito che il prefetto gli avrebbe annunciato la possibile presenza del ministro Piantedosi al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato domani a Milano per discutere dell’aumento degli agenti in città.


La manifestazione cerca unità

Domani alle 18, in piazza della Scala davanti a Palazzo Marino, la Cgil promuoverà la manifestazione «Milano non vuole la violenza». All’appuntamento parteciperanno Sala, il Pd e altre realtà del centrosinistra, insieme a Mario Calabresi, candidato sindaco in vista di eventuali primarie della coalizione.

Calabresi ha annunciato la propria presenza sostenendo che la città debba mostrarsi compatta nel condannare le violenze e nel recuperare una condizione di normalità. Il sindaco ha spiegato di essere rimasto colpito, durante un sopralluogo nei negozi danneggiati, non soltanto dai danni materiali ma anche dalla paura vissuta dai giovani dipendenti.

Parlando dei disordini, Sala li ha descritti come il sintomo di tensioni che possono concentrarsi nelle grandi città e ha richiamato anche il paragone con Parigi. Ha aggiunto che i lavoratori non devono essere lasciati esposti a nuove aggressioni, mentre Calabresi ha criticato chi usa gli episodi per alimentare lo scontro politico: secondo il giornalista, occorre comprendere le motivazioni dei fatti, ma nell’immediato la priorità resta riaffermare l’unità di Milano e l’obiettivo di una città pacifica e sicura.

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