Ingegneri, la sfida vera è l’IA: Perrini alza l’asticella a Trieste
Al congresso nazionale degli ingegneri, Angelo Domenico Perrini mette al centro tecnologia, regole e responsabilità: l’intelligenza artificiale, dice, va governata per restare al servizio delle persone.
“Il Consiglio nazionale degli ingegneri non chiede nuove tutele per la categoria: chiede di potersi assumere maggiori responsabilità nell’interesse generale. Siamo noi a proporre al decisore pubblico di estender…"
La categoria vuole più peso pubblico
Ad aprire il confronto è stata la rivendicazione di un ruolo più incisivo per gli ingegneri, non come gruppo da proteggere ma come soggetto chiamato a farsi carico di scelte che riguardano la collettività. Il presidente del Consiglio nazionale, Angelo Domenico Perrini, ha spiegato che il sistema ordinistico punta a presentarsi come interlocutore capace di offrire proposte e soluzioni.
L’IA entra tra le priorità
Nel quadro delineato da Perrini, la partita più delicata riguarda l’intelligenza artificiale. Il timore è che pochi soggetti, forti di dati e capacità di calcolo, possano orientare mercato del lavoro, consumi e dinamiche economiche. Per questo, ha osservato, servono limiti chiari e norme vincolanti, così da evitare che l’innovazione si allontani dall’idea di tecnologia umanocentrica su cui si basa la Società 5.0.
Trieste come cerniera strategica
Il congresso nazionale di categoria si è aperto oggi a Trieste, scelta definita non casuale. Secondo Perrini, la città non vive il confine come margine da subire, ma come punto di forza: il porto, indicato come il più profondo del Mediterraneo, la collega ai mercati dell’Europa Centrale e Orientale e la rende snodo tra Nordest, corridoi Ten-T e rotte provenienti da Mar Nero e Mediterraneo.
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Regole, incentivi e territorio
Tra i nodi elencati dal presidente figurano anche la semplificazione degli incentivi alle imprese, soprattutto per digitalizzazione ed efficienza energetica, e una stagione di politiche più solide su sicurezza energetica, recupero del patrimonio edilizio e difesa del territorio. Perrini ha richiamato inoltre la riforma degli ordinamenti professionali, oggi all’esame della Camera come A.C. 3068 dopo il passaggio nell’A.S. 1663, e il rafforzamento delle specializzazioni e delle forme aggregative tra professionisti.
Cinque fronti ancora aperti
Nel suo intervento Perrini ha indicato cinque variabili critiche. La prima è proprio la governance dell’IA; la seconda riguarda gli incentivi alle imprese; la terza tocca la necessità di interventi coordinati su energia, edilizia e territorio; la quarta coincide con la riforma della disciplina professionale; la quinta chiama in causa il peso dell’ordinamento nel garantire deontologia, sicurezza e un ambiente di vita sostenibile.
A questo schema si lega il modello di Società 5.0, pensato come un sistema in cui la tecnologia non serve solo a rendere più efficienti i processi, ma anche a favorire inclusione, benessere, resilienza e qualità della vita. In questo perimetro rientrano anche i dati, le ICT e gli strumenti di intelligenza artificiale, che non vengono descritti come semplice archivio digitale ma come leva per produrre soluzioni utili alla collettività.
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