Il doppio affondo di Fini: Vannacci e AfD nel mirino
L’ex presidente della Camera critica duramente il generale e prevede un rapido ridimensionamento del partito tedesco di ultradestra.
Gianfranco Fini torna nel confronto politico con una valutazione molto severa su Roberto Vannacci e Alternative für Deutschland. Intervenendo ai microfoni di Radio24, l’ex ministro degli Esteri ha contestato la consistenza politica del generale ed eurodeputato, mentre sull’estrema destra tedesca ha indicato nel disagio dell’Est la principale ragione del suo consenso.
Vannacci, il giudizio senza sconti
Secondo Fini, l’esperienza maturata da Vannacci nelle forze armate non sarebbe sufficiente a dimostrare una preparazione specifica per la politica. L’ex leader di Alleanza Nazionale ha inoltre sostenuto che la costante esposizione pubblica del generale risponda soprattutto al desiderio di restare al centro dell’attenzione.
«Dico che è stato un buon ufficiale ma che di politica non capisce nulla. Vannacci è disperatamente alla ricerca di un motivo perché si parli di lui. Io mi tiro fuori dal coro. Non ho nessuna intenzione di unirmi al coro di chi parla di Vannacci», ha dichiarato Fini durante l’intervista. Una presa di posizione che respinge l’idea di alimentare ulteriormente la centralità mediatica dell’europarlamentare eletto con la Lega.
AfD cresce, ma Fini prevede il declino
Nel passaggio dedicato alla Germania, Fini ha separato nettamente la destra conservatrice di governo dalle posizioni di Alternative für Deutschland. A suo giudizio, il partito guidato da Alice Weidel non rappresenta un modello politico compatibile con la tradizione istituzionale alla quale dice di appartenere.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
«La destra che Afd immagina non è la destra che posso abbracciare o sostenere», ha affermato. La sua lettura del risultato ottenuto nei Länder orientali si concentra invece sulle persistenti disparità sociali ed economiche emerse dopo la Riunificazione e sulla percezione, diffusa nell’Est, di essere ancora trattati come cittadini di serie B.
La sfida per la Cancelleria
Fini non ritiene probabile una conquista della Cancelleria da parte di AfD. L’avanzata elettorale registrata nelle regioni orientali, secondo la sua analisi, potrebbe non tradursi in una leadership stabile a livello federale.
L’ex presidente della Camera prevede che l’eventuale ingresso nelle responsabilità di governo ne metterebbe alla prova la forza propagandistica. «Non penso che possano vincere, che domani ci possa essere un cancelliere dell’AfD. Facciamoli governare e poi si vedrà che in 2 o 3 anni Afd, come si è gonfiato, si sgonfierà», ha concluso.
Continua a leggere
Conte alla guida? Renzi fissa la condizione: decidono le primarie
Italia Viva non chiude al confronto nel centrosinistra, ma chiede una competizione aperta e un progetto politico fondato su programmi di lungo periodo
Di Battista, il tumore e la nuova battaglia: «Ora devo curarmi
L’ex parlamentare racconta il malore avuto a Cuba, l’operazione e le terapie in arrivo, senza escludere un futuro impegno politico.
Di Battista, il ritorno dopo l’operazione: «Cuba mi ha salvato
Dall’ospedale dell’Avana l’ex deputato annuncia nuove denunce e accusa gli Stati Uniti per le condizioni dell’isola; in serata sarà ospite di Giovanni Floris.
Di Battista, il tumore e la nuova sfida: «Ora devo curarmi
Dopo il malore a Cuba e l’intervento per ridurre l’edema cerebrale, Alessandro Di Battista dovrà affrontare le terapie e invita i medici a non arrendersi.