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Politica 4 min di lettura4 giorni fa

Heidenau, memoria nazista fuori dalle strade: l’alleanza CDU-AfD

Il consiglio comunale sassone limita le nuove pietre d’inciampo al cimitero, mentre associazioni e partiti accusano CDU e AfD di voler rendere meno visibile il ricordo delle vittime.

A Monaco di Baviera Charlotte Knobloch non ha mai condiviso pienamente il modello delle pietre d’inciampo e ha sostenuto una memoria collocata all’altezza degli occhi, con fotografie e informazioni sulle persone deportate. La presidente della Comunità Ebraica di Monaco ha ricordato di avere ancora davanti a sé le immagini di chi veniva colpito e trascinato via con la forza, spiegando così perché ritenga inopportuno collocare i nomi delle vittime sul terreno calpestabile.

A Heidenau, intanto, si valuta la creazione di uno spazio centrale dedicato alle vittime di guerre, terrorismo, dittature, espulsioni e, in modo particolare, del nazionalsocialismo. Il luogo ipotizzato, però, sarebbe legato alla Chiesa, mentre l’AKuBiZ di Pirna, che aveva richiesto dodici nuove installazioni, sta esaminando sia modalità commemorative alternative sia eventuali iniziative giudiziarie.


La memoria rischia di sparire dalla città

Il confronto non riguarda soltanto il materiale utilizzato, ma anche il posto assegnato al ricordo. Knobloch considera “la strada completamente sbagliata” l’ipotesi di togliere le testimonianze dal paesaggio urbano, pur giudicando più efficace il sistema adottato a Monaco, dove i segnali commemorativi sono collocati davanti alle abitazioni e riportano immagini e brevi biografie.

Nella città bavarese le pietre d’inciampo sono state respinte nel 2015 e compaiono soltanto su terreni privati o, in casi limitati, su aree appartenenti al Land. Il Comune ha inoltre rimosso dalla pavimentazione della Odeonsplatz una grande lapide che ricordava le guardie uccise durante il fallito putsch di Hitler. Nonostante le polemiche sulla possibile volontà di nascondere l’ampiezza delle spoliazioni naziste, Monaco dispone di un museo dedicato proprio alla storia del nazionalsocialismo.


A Heidenau il voto divide la città

La questione è esplosa nel consiglio comunale di Heidenau, in Sassonia, dove una mozione sostenuta da CDU, AfD e “Alleanza dell’Alta Elba per più democrazia” ha ottenuto 13 voti favorevoli, sei contrari e un’astensione. La votazione si è svolta in forma segreta e stabilisce che in futuro non vengano collocate nuove pietre su vie e marciapiedi pubblici.

Il testo approvato indica il cimitero settentrionale come sede preferibile per le cerimonie e per gli elementi commemorativi, così da impedire un accesso diretto ai nomi delle vittime. Nella motivazione compare l’idea che la posa sul selciato sia inadeguata, anche perché i nomi potrebbero essere calpestati. A Heidenau esistono già alcune pietre, tra cui quella dedicata all’ex sindaco Paul Gröger, e la richiesta per altre dodici era già stata presentata.

La sindaca indipendente Conny Oertel aveva invitato l’assemblea a respingere la mozione. Secondo la sua posizione, il ricordo dovrebbe restare nello spazio pubblico, in una forma riconoscibile e visibile. Dopo il voto, tuttavia, ha ridimensionato il conflitto spiegando alla MDR: “A Heidenau vogliamo commemorare. Ieri la questione riguardava soltanto il «come»”.

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Le accuse contro CDU e AfD

La decisione ha provocato reazioni dure da parte di esponenti politici e rappresentanti delle organizzazioni dei sopravvissuti. Christoph Heubner, vicepresidente esecutivo del Comitato Internazionale dei sopravvissuti di Auschwitz, ha definito il provvedimento “un tentativo palese e meschino di cacciare nuovamente dalla città le vittime del nazismo di Heidenau”. Ha inoltre criticato la partecipazione della CDU, accusandola di avere assecondato le posizioni dell’AfD.

Anche Gunter Demnig, ideatore delle pietre d’inciampo, ha rimproverato alla CDU di essersi allontanata dalla propria tradizione cristiana. Il fondatore della rete commemorativa, 78 anni, ha aggiunto che l’esito di Heidenau era prevedibile dopo l’avanzata elettorale dell’AfD. Katja Demnig, che amministra la fondazione incaricata delle installazioni, ha osservato che spostare il ricordo dentro un cimitero finirebbe per escludere ancora una volta vittime e persone dal tessuto quotidiano delle città.

Felix Banaszak, alla guida dei Verdi, ha giudicato grave il coordinamento tra CDU e AfD. A suo avviso, le pietre riportano nella vita di ogni giorno i nomi e le vicende dei deportati, invitando i passanti a fermarsi. Luise Neuhaus-Wartenberg, esponente della Linke al Landtag sassone, ha parlato di un segnale preoccupante: la memoria delle vittime, ha sostenuto, non dovrebbe essere sottratta alla quotidianità. Albrecht Pallas, deputato regionale della SPD, ha riferito che il suo gruppo è pronto a sostenere patrocinio e spese per tre pietre.


Un memoriale diffuso in tutta Europa

Le installazioni ideate da Demnig vengono collocate davanti all’ultimo indirizzo conosciuto dei deportati o nel luogo in cui lavoravano. Il progetto, nato negli anni Novanta e finanziato attraverso donazioni, coinvolge oggi 3.200 comuni europei: soltanto cinque hanno scelto di non aderire. Nel complesso, sono state posate oltre 128mila pietre in 31 Paesi.

Il significato dell’iniziativa resta però discusso anche all’interno delle comunità ebraiche, perché il riferimento simbolico a una tomba collocata sotto i piedi entra in contrasto con il divieto di calpestare le sepolture. Ad Heidenau il confronto proseguirà sulla possibile area centrale, mentre l’AKuBiZ studia nuove forme per mantenere il ricordo delle vittime naziste nello spazio pubblico.

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