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Politica 2 min di lettura41 min fa

Grazia a Guido Gianni: Mattarella interviene su tre condanne

Il Capo dello Stato ha firmato tre decreti dopo il parere favorevole del ministro della Giustizia: riduzioni di pena anche per due detenuti malati.

Tre provvedimenti di clemenza individuale sono stati firmati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tra i beneficiari figura Guido Gianni, condannato per i fatti avvenuti nella sua gioielleria durante una rapina; gli altri due casi riguardano persone condannate per reati legati agli stupefacenti.


La riduzione concessa a Gianni

Guido Gianni, nato nel 1960, stava scontando una condanna a dodici anni e quattro mesi per duplice omicidio e tentato omicidio. I reati risalgono al 2008 e furono commessi nel corso di un tentativo di rapina all’interno della gioielleria di cui era vittima.

Il decreto presidenziale ha cancellato tre anni e due mesi della pena. Nella decisione sono stati considerati sia il parere positivo del magistrato di sorveglianza sia i cinque anni e tre mesi già trascorsi in detenzione. Il residuo è ora inferiore a quattro anni: una soglia che permette al Tribunale di sorveglianza di valutare l’eventuale affidamento in prova ai servizi sociali.


Gli altri due casi esaminati

Il primo decreto riguarda A. A., nato nel 1972 e condannato complessivamente a sette anni per reati in materia di stupefacenti e altri illeciti. La grazia ha interessato i cinque anni, cinque mesi e dieci giorni ancora da scontare.

A sostegno della decisione sono stati valutati i pareri favorevoli delle due autorità giudiziarie competenti e le condizioni di salute del condannato, definite gravissime e irreversibili. Proprio per questo, l’esecuzione della pena era già stata rinviata da tempo.

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Un’ulteriore grazia parziale è stata accordata a G. B., nato nel 1981 e condannato a dieci anni per reati legati agli stupefacenti commessi tra il 2002 e il 2009. Il provvedimento ha ridotto di un anno e nove mesi la pena ancora da espiare.

In questo caso il magistrato di sorveglianza ha segnalato il cambiamento intervenuto nella vita del condannato, che ha intrapreso e consolidato un percorso di reinserimento sul piano sociale, professionale e familiare. È stata inoltre presa in considerazione la situazione sanitaria della figlia minore. Anche per G. B. la pena residua rientra nel limite utile a una possibile richiesta di affidamento in prova.


La procedura prevista dalla Costituzione

I tre atti sono stati adottati sulla base dell’articolo 87, comma 11, della Costituzione. Prima della firma del Presidente della Repubblica, il ministro della Giustizia aveva espresso parere favorevole al termine dell’istruttoria prevista.

La comunicazione dei provvedimenti è stata resa pubblica dal Quirinale. Le decisioni non cancellano integralmente tutte le condanne: nei casi di Gianni e G. B. si tratta infatti di riduzioni parziali, mentre per A. A. la grazia riguarda la pena residua indicata nel decreto.

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