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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Mattarella, tre grazie: cosa cambia per il gioielliere di Catania

Guido Gianni, condannato per aver ucciso due rapinatori nel 2008, ha ottenuto uno sconto di pena dopo cinque anni e tre mesi già trascorsi in carcere.

La decisione del Presidente della Repubblica riduce la pena ancora da scontare per Guido Gianni, il gioielliere coinvolto nella sparatoria avvenuta nel 2008 all’interno del suo negozio di Catania. Sergio Mattarella ha firmato tre decreti di grazia dopo l’istruttoria conclusa con il parere favorevole del ministro della Giustizia.


Per Gianni resta una pena sotto i quattro

Gianni, nato nel 1960, era stato condannato a 12 anni e quattro mesi di reclusione per duplice omicidio e tentato omicidio. I fatti risalgono a un tentativo di rapina di cui l’orefice era rimasto vittima nella propria gioielleria e durante il quale morirono due rapinatori.

Il provvedimento presidenziale è una grazia parziale: vengono cancellati tre anni e due mesi della pena. Nel calcolo sono stati considerati anche il parere positivo del magistrato di sorveglianza e i cinque anni e tre mesi già scontati. Il residuo scende così sotto la soglia dei quattro anni, condizione che permette al Tribunale di sorveglianza di valutare l’affidamento in prova ai servizi sociali.


Gli altri due provvedimenti individuali

Una delle altre grazie riguarda A. A., nato nel 1972 e condannato complessivamente a sette anni per reati legati agli stupefacenti e per ulteriori illeciti. Mattarella ha estinto la parte ancora da eseguire, pari a cinque anni, cinque mesi e dieci giorni, sulla base dei pareri favorevoli delle due autorità giudiziarie competenti.

A pesare sulla decisione sono state soprattutto le condizioni di salute del condannato, definite gravissime e irreversibili. Per questo motivo l’esecuzione della pena era già stata rinviata da tempo.

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Il terzo decreto interessa G. B., nato nel 1981, che deve scontare una condanna a dieci anni per reati in materia di stupefacenti commessi tra il 2002 e il 2009. La grazia ha eliminato un anno e nove mesi della pena residua.

Nel suo caso, il magistrato di sorveglianza ha segnalato il cambiamento intervenuto nella vita del condannato e il percorso già avviato nel reinserimento sociale, professionale e familiare. Sono state inoltre valutate le condizioni di salute della figlia minorenne. Anche per G. B. la pena rimanente rientra nel limite che consente di esaminare un eventuale affidamento in prova ai servizi sociali.


La base costituzionale della decisione

I tre atti sono stati adottati da Mattarella in base all’articolo 87, comma 11, della Costituzione. La procedura prevede l’istruttoria del ministero della Giustizia, conclusasi in tutti i casi con un orientamento favorevole.

La grazia non cancella le condanne, ma interviene sulla pena da eseguire. Per Gianni e G. B., l’effetto concreto è la possibilità di sottoporre ai magistrati competenti l’eventuale accesso a una misura alternativa alla detenzione.

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