Giorgetti sposta il confronto con Bruxelles: tasse e bollo al centro
Il ministro chiarisce che la flessibilità su difesa ed energia è al centro di un lavoro iniziato da tempo, mentre il governo prepara la manovra puntando su Irpef e abolizione del bollo.
Giancarlo Giorgetti ha legato il nodo dei conti pubblici a due fronti distinti: il dialogo con Bruxelles sulla flessibilità e le prossime scelte fiscali dell’esecutivo. Dopo il question time in Parlamento, il ministro dell’Economia ha spiegato che l’iter sulla clausola per le spese in difesa ed energia è aperto da mesi e che il governo sta ancora cercando un’interpretazione condivisa con la Commissione europea.
Lo stesso Giorgetti ha voluto anche ridimensionare l’idea di una reazione improvvisa ai numeri sul deficit. Il 3,1% certificato dall’Istat per il 2025, ha ricordato, non è emerso all’ultimo momento: secondo il ministro, da aprile l’esecutivo stava già valutando lo scenario nel caso in cui l’istituto avesse confermato il dato indicato ieri.
Il dossier con la Commissione europea
Per Giorgetti, la clausola di flessibilità non è un capitolo nato per caso. Ha rivendicato che l’Italia l’aveva proposta quando ancora non era considerata una priorità da altri partner e che in seguito l’Europa ne ha riconosciuto il principio.
Il punto, però, oggi è un altro: quella possibilità va interpretata. Il ministro ha spiegato che il lavoro con la Commissione va avanti da tempo proprio su questo aspetto, con l’obiettivo di chiarire come applicarla alle spese per difesa ed energia.
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Manovra, priorità su Irpef e bollo
Sul fronte interno, il titolare del Tesoro ha confermato la linea già annunciata dal governo: l’eliminazione del bollo, ha ribadito, dovrà diventare strutturale. Accanto a questo intervento, resta centrale il taglio delle imposte sul reddito per il ceto medio.
Giorgetti ha indicato anche la revisione dello scaglione Irpef tra gli obiettivi della prossima legge di Bilancio. Le decisioni finali, ha osservato, dovranno confluire in una sintesi rapida, perché prima sarà necessario aggiornare il quadro della finanza pubblica.
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