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Politica 2 min di lettura4 giorni fa

Genova, il cartello dei bambini sparisce dal cancello: la Questura indaga

Un messaggio realizzato dagli alunni della Daneo contro il limite del 30% è stato rimosso da due agenti in borghese e poi restituito dopo le proteste

La rimozione di uno striscione preparato dagli alunni della scuola Daneo ha aperto un caso a Genova. Il messaggio, appeso all’ingresso dell’istituto, è stato portato via da due poliziotti in abiti civili durante l’entrata dei bambini, per poi ricomparire sul cancello dopo le richieste di chiarimento di genitori e insegnanti.


Il gesto che ha spaventato gli alunni

Erano circa le 8.30 quando i due agenti hanno raggiunto la scuola, nel centro storico della città. Secondo il racconto messo per iscritto dai genitori e trasmesso via Pec alla Questura, gli uomini avrebbero scavalcato o raggiunto la parte alta della cancellata mentre studenti e docenti stavano entrando, rimuovendo il cartello senza fornire inizialmente spiegazioni dettagliate.

Il messaggio «Qui nessun* è stranier*» era stato realizzato il giorno precedente con il contributo dei bambini e degli insegnanti, utilizzando più lingue. Chiara Piccardo, madre di due alunni, ha definito l’episodio «Questo è bullismo». Cinzia Pennati, docente da 32 anni alla Daneo, ha invece sottolineato la difficoltà di spiegare ai bambini perché il lavoro svolto insieme fosse stato tolto e per quale motivo.


La Questura apre verifiche interne

La Questura ha ricostruito l’intervento come una decisione presa autonomamente da personale impegnato nei controlli ordinari sul territorio. Gli agenti, ha fatto sapere l’ufficio, hanno proceduto «d’iniziativa alla rimozione» dopo aver interpretato lo striscione come un’affissione esterna non collegata all’istituto o alle famiglie.

Quando è emerso che il cartello era stato preparato e collocato dai genitori degli studenti, è stato riconsegnato e nuovamente sistemato al suo posto. La questora Silvia Burdese ha disposto accertamenti immediati per chiarire le ragioni dell’operazione. La sindaca Silvia Salis, arrivata a scuola per incontrare famiglie e alunni, ha riferito che la decisione non sarebbe stata assunta dalla Questura e che l’accaduto aveva suscitato paura tra i bambini.

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Nel mirino il limite per le classi

Il cartello rappresentava una contestazione al decreto scuola approvato il 24 settembre dal Consiglio dei ministri. La misura introduce, nelle classi prime, una soglia del 30% per gli studenti con cittadinanza non italiana che non possiedono una conoscenza adeguata della lingua.

Durante l’incontro con la sindaca, alcuni alunni hanno manifestato l’intenzione di rivolgersi alla presidente del Consiglio e al presidente della Repubblica. Il loro messaggio, ha spiegato Salis, è che la scuola debba restare aperta a tutte e tutti.


Annunciata un’interrogazione parlamentare

La vicenda ha provocato reazioni anche sul piano politico. Luca Pirondini, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, ha annunciato un’interrogazione per sapere chi abbia disposto la rimozione dello striscione e quali motivazioni abbiano sostenuto l’intervento.

Intanto il cartello è tornato sulla cancellata della Daneo, mentre gli approfondimenti ordinati dalla Questura dovranno stabilire come si sia arrivati alla sua rimozione durante l’ingresso degli alunni.

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