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Politica 3 min di lettura3 giorni fa

Gasolio, scatta il limite Eni: quanto si può risparmiare sul pieno

Il nuovo tetto sui carburanti attenua il rincaro, ma autotrasportatori e opposizioni chiedono misure più durature contro il caro-diesel.

Il prezzo del gasolio era pronto a salire dopo la riduzione dello sconto fiscale, ma Eni ha deciso di intervenire con un limite temporaneo ai listini di Enilive. La misura partirà il 28 settembre e durerà inizialmente 30 giorni, mentre il governo prepara un confronto con il settore della raffinazione e gli autotrasportatori valutano nuove proteste.


Il tetto Eni riduce il peso del rincaro

Il gruppo energetico, controllato dallo Stato, ha fissato il prezzo massimo del gasolio a 2,19 euro al litro e quello della benzina a 1,99 euro. Il provvedimento potrà essere prorogato fino alla fine dell’anno, ma per il momento la durata indicata resta limitata a un mese.

Secondo il Codacons, il provvedimento può tradursi in una riduzione di 10,4 euro per un pieno di diesel e di 11,2 euro per uno di benzina. L’Unione nazionale consumatori ha accolto positivamente l’iniziativa, sottolineando che alcune società quotate stanno assumendo un ruolo più incisivo di quello finora svolto dalla politica.

Palazzo Chigi ha definito la scelta di Eni “un lodevole atto di attenzione all’Italia”, considerandola coerente con l’obiettivo di contenere il caro-carburanti. Antonio Tajani ha indicato nella collaborazione tra imprese e istituzioni, senza nuove tasse sugli extraprofitti o imposizioni dirette, la soluzione preferibile.


Lo sconto fiscale si restringe

La decisione del Consiglio dei ministri del 16 settembre aveva prorogato la riduzione di accise e Iva sul diesel, ma con un beneficio progressivamente più basso. Lo sconto è passato da 17 centesimi al litro a 12,2 centesimi nel periodo compreso tra il 18 e il 25 settembre, per poi scendere a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre.

Le stime dell’Unione nazionale consumatori indicavano un incremento da 2,421 a 2,482 euro al litro sulle autostrade e da 2,338 a 2,399 euro sulla rete ordinaria. Il Codacons aveva calcolato un esborso aggiuntivo di circa 3 euro per ogni rifornimento completo.

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Il nuovo limite di Eni non cancella quindi la tensione sui prezzi. Assotir, attraverso il segretario generale Claudio Donati, ha fatto sapere che una mobilitazione degli autotrasportatori resta possibile se il governo non aprirà un tavolo specifico sul costo del diesel.


Raffinerie convocate dal governo

Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin hanno convocato per l’8 ottobre le aziende attive nelle 10 raffinerie e nelle 3 bioraffinerie presenti in Italia. All’incontro parteciperanno anche Unem e i rappresentanti di Sonatrach, Socar-IP, Iplom, KPI, Alma Petroli, Ludoil/Isab, Eni, Saras e Innovhub.

L’obiettivo del ministero è verificare se gli impianti nazionali possano incrementare la produzione dei principali carburanti, così da aumentare l’offerta e contribuire alla discesa dei listini. La convocazione arriva mentre, a nord di Roma, alcuni agricoltori hanno portato i trattori sulla via Aurelia per protestare contro il costo dell’energia.

Le opposizioni giudicano tardiva la mossa di Eni e chiedono interventi più strutturali. Francesco Boccia ha contestato i ringraziamenti del governo, ricordando il controllo pubblico sull’azienda; Angelo Bonelli ha sostenuto che il price cap dimostra la possibilità di calmierare i prezzi. Maurizio Landini ha invece chiesto di agire sugli extraprofitti e di ridurre le accise in modo stabile, non soltanto per poche settimane.

Anche Assoutenti ha sollecitato l’introduzione per legge di un limite temporaneo ai prezzi. Intanto, il confronto tra governo, imprese della raffinazione e categorie del trasporto dovrà chiarire se l’intervento di Eni resterà isolato oppure diventerà parte di una strategia più ampia.

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