Fisco, la sfida di Avs: meno Irpef e patrimoniale sopra 5,4 milioni
Fratoianni e Bonelli propongono una nuova progressività fiscale, con tagli per il 98% dei contribuenti e coperture affidate a grandi patrimoni ed evasione recuperata.
Ridurre le imposte sul lavoro per la grande maggioranza dei contribuenti e finanziare l’intervento chiedendo un contributo soltanto ai patrimoni più elevati. È questo il cuore della proposta presentata da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, che chiedono a Elly Schlein e Giuseppe Conte di sostenere una riforma definita da Alleanza Verdi e Sinistra come una svolta in materia di giustizia sociale.
L’iniziativa, che sarà formalizzata nei dettagli con una proposta di legge, prevede una nuova struttura dell’Irpef e un’imposta patrimoniale sulle ricchezze nette superiori a 5,4 milioni di euro. Secondo i promotori, l’obiettivo è spostare il peso del prelievo dal lavoro alla rendita senza colpire il ceto medio.
Tagli fiscali per quasi tutti
Il progetto elimina l’attuale sistema basato su più aliquote Irpef e introduce un’unica curva progressiva continua, seguendo il modello già adottato in Germania e Danimarca. Le stime indicate da Avs parlano di vantaggi per 41,5 milioni di persone, pari al 98% dei contribuenti.
La riduzione riguarderebbe tutti i redditi lordi annui inferiori a 90.000 euro. Per chi guadagna tra 20.000 e 40.000 euro, il risparmio medio sarebbe del 29%, circa 1.200 euro ogni dodici mesi: l’equivalente di 100 euro mensili in più per categorie come insegnanti, infermieri, commessi, camerieri e operai. Con un reddito annuo di 20.000 euro, il taglio stimato arriverebbe invece al 64%.
Per le fasce comprese tra la no tax area e i 20.000 euro, la riduzione prevista sarebbe ancora maggiore, pari all’85%. L’intero intervento avrebbe un costo annuale di 22 miliardi di euro, sulla base di proiezioni elaborate utilizzando dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
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Patrimoni ricchi e lotta all’evasione
La copertura verrebbe costruita su due pilastri. Il primo è una tassa patrimoniale riservata allo 0,1% più ricco della popolazione italiana, cioè a chi possiede una ricchezza netta complessiva oltre la soglia di 5,4 milioni di euro: da questa misura Avs conta di ricavare 15 miliardi di euro.
I 7 miliardi mancanti dovrebbero arrivare dal contrasto all’evasione fiscale. Fratoianni e Bonelli sostengono che ogni somma recuperata debba essere destinata a ridurre il carico sui lavoratori, chiudendo la fase dei condoni e dei comportamenti di chi evita di contribuire al finanziamento dello Stato.
L’appello ai leader dell’opposizione
La proposta è stata accompagnata da un invito diretto a Schlein e Conte. «È giunto il momento di avere coraggio», hanno affermato i due esponenti di Avs, collegando la riforma alla necessità di rafforzare la giustizia sociale nel Paese.
Bonelli e Fratoianni hanno inoltre voluto chiarire che il bersaglio non sarebbe il ceto medio. «Non si vuole aggredire il ceto medio, ma rimettere in circolo risorse», hanno spiegato, chiedendo agli alleati una risposta su una misura che considerano decisiva per costruire un’alternativa politica alla destra.
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