Gabrielli sceglie il centrosinistra: «Nessun ruolo, conta il progetto
L’ex capo della Polizia sostiene il percorso di Ernesto Maria Ruffini e chiede un’alleanza ampia, fondata su programma e regole condivise.
Il caso Vannacci, secondo Franco Gabrielli, racconta anche le difficoltà incontrate dal governo sui dossier dell’immigrazione e della sicurezza. L’ex capo della Polizia sostiene che molte posizioni oggi espresse dal generale ricordino quelle sostenute da Giorgia Meloni quando sedeva all’opposizione: «Un conto è spararle grosse dall’opposizione; un altro è governare fenomeni complessi».
Primarie, prima servono regole comuni
Nel nuovo quadro del centrosinistra, Gabrielli invita a non trasformare le eventuali primarie in una sfida interna tra sigle. A suo giudizio, il percorso dovrebbe partire da un’intesa sui contenuti, dai confini dell’alleanza e da criteri condivisi.
Soltanto a quel punto, spiega, si potrebbe affidare agli elettori la scelta della leadership. «Sarebbe un suicidio organizzare le primarie come una conta tra partiti», avverte, indicando nelle consultazioni uno strumento possibile, ma da utilizzare al termine e non all’inizio del percorso.
Un impegno senza incarichi garantiti
La scelta di Gabrielli nasce dalla volontà di partecipare direttamente alla costruzione di una proposta politica, senza attendere che un futuro esecutivo possa offrirgli un incarico. L’ex dirigente chiarisce di non voler subordinare il proprio coinvolgimento a promesse personali: «Lo faccio senza chiedere ruoli o garanzie: prima viene il progetto, poi il resto».
L’obiettivo, aggiunge, è contribuire a definire una diversa idea di Paese. Per questo ha deciso di affiancare il progetto promosso da Ernesto Maria Ruffini, assumendo un ruolo politico senza presentare richieste preventive.
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Il perimetro resta nel centrosinistra
Sul piano delle alleanze, la posizione indicata da Gabrielli non lascia spazio a formule neutrali tra i due schieramenti. Il progetto dovrebbe collocarsi nel centrosinistra e puntare ad allargarne il consenso, rafforzandone credibilità e capacità di governo.
L’ex capo della Polizia esclude però l’idea di un centro autosufficiente o di un cartello nato soltanto per contrastare la destra. La prospettiva, nelle sue parole, è quella di un’alleanza costruita intorno a una visione comune del Paese, non alla semplice somma di partiti.
Renzi possibile, Calenda da coinvolgere
Gabrielli non considera da escludere Matteo Renzi, che da tempo manifesta l’intenzione di collocarsi nel centrosinistra. Per questo, osserva, la sua posizione dovrà essere presa in considerazione nel confronto sul futuro schieramento.
Quanto a Carlo Calenda, il nuovo soggetto politico dovrebbe invece elaborare una proposta capace di rivolgersi anche a lui e agli elettori che lo sostengono. L’ingresso di Gabrielli nella politica attiva si lega dunque a un progetto ancora da definire, ma con un perimetro dichiarato e l’ambizione di ampliare la coalizione.
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