Fentanyl e droga: il piano italiano arriva davanti a 35 Paesi
A San Patrignano Mattarella richiama la dimensione democratica della sfida, mentre Meloni illustra risorse, controlli e cooperazione europea contro le dipendenze.
Il contrasto al fentanyl e agli altri oppioidi sintetici è uno dei punti centrali della strategia italiana sulle droghe. Il tema è stato rilanciato a San Patrignano, dove la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato che l’Italia è stata la prima in Europa ad adottare un piano nazionale contro l’uso improprio di queste sostanze.
LOOKFANTASTIC
-22% da LOOKFANTASTIC IT
Il piano italiano contro l’emergenza
Il programma prevede attività di informazione e formazione per gli operatori, la disponibilità degli antidoti e un rafforzamento dei controlli sulla custodia degli oppioidi negli ospedali e nelle strutture sanitarie. L’obiettivo indicato da Meloni è impedire che medicinali e sostanze potenzialmente pericolose vengano sottratti e trasferiti nei circuiti illegali.
Sul fronte interno, nel 2026 il sistema nazionale per la prevenzione e il trattamento delle dipendenze può contare su oltre 210 milioni di euro, la dotazione più elevata mai assegnata secondo la premier. Le risorse servono ad aumentare il personale dei servizi pubblici, sostenere le comunità terapeutiche e consentire alle persone in cerca di aiuto di scegliere il percorso più adatto, anche lontano dalla propria residenza.
Un modello da condividere
L’Italia ha inoltre potenziato il sistema di allerta rapida, incaricato di riconoscere nuove sostanze e modalità di consumo prima che si trasformino in emergenze. Le informazioni raccolte vengono trasmesse alle strutture competenti, così da abbreviare i tempi di reazione.
Due anni fa, alle Nazioni Unite, Roma aveva proposto di mettere questa esperienza a disposizione degli altri Paesi. Un mese prima della riunione di San Patrignano, l’Italia e l’Agenzia europea sulle droghe hanno accolto a Roma esperti provenienti da sette nazioni, con l’obiettivo di illustrare il modello nazionale e favorirne la condivisione.
La dipendenza riguarda la democrazia
Nel messaggio inviato per l’apertura della riunione Ecad, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato che prevenzione, cura e reinserimento sociale rappresentano impegni ormai consolidati nella cooperazione europea e internazionale. A suo giudizio, il fenomeno coinvolge non soltanto la salute, ma anche la coesione sociale, la sicurezza e la “qualità stessa della convivenza democratica”.
Il capo dello Stato ha osservato che le organizzazioni criminali impegnate nel traffico di stupefacenti agiscono senza rispettare i confini nazionali. Ha collegato la domanda di droga a condizioni come disagio, solitudine e paura del futuro, con particolare attenzione alle fasce più giovani e alle altre forme di dipendenza, dall’alcol alle scommesse fino all’uso problematico degli strumenti digitali.
La risposta passa dalla cooperazione
Per Mattarella nessun Paese può affrontare da solo una questione di questa portata, anche quando dispone di strumenti nazionali efficienti. La collaborazione internazionale deve quindi essere stabile e accompagnata dal lavoro quotidiano delle comunità terapeutiche, dei servizi pubblici, del volontariato, delle scuole e delle famiglie.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Nel suo messaggio, il presidente ha espresso riconoscenza verso quanti operano in Italia e all’estero nel recupero delle persone con dipendenze e verso chi partecipa alle iniziative internazionali contro il narcotraffico e le altre attività criminali. L’intervento si è svolto nella Comunità di San Patrignano, alla presenza di rappresentanti istituzionali, organizzazioni internazionali, operatori, persone impegnate in un percorso di recupero e loro familiari.
Trentacinque Paesi nella coalizione
Meloni ha ricordato che Italia e Francia, insieme alla Comunità politica europea, avevano promosso poco più di un anno fa la Coalizione europea contro le droghe. L’iniziativa, ha spiegato la presidente del Consiglio, è stata pensata come una struttura operativa e non come una semplice dichiarazione politica; oggi riunisce 35 nazioni. Nel suo intervento ha anche rivolto un ringraziamento al presidente francese Emmanuel Macron.
Sei mesi dopo, durante l’incontro di Yerevan, sono state individuate tre linee d’azione. La prima riguarda il contrasto ai traffici, soprattutto quelli marittimi, dai quali passa circa l’80% delle droghe introdotte illegalmente in Europa; per questo è stato previsto un rafforzamento della sicurezza portuale e un coordinamento più stretto delle attività in mare.
Sostanze più potenti e accessibili
La seconda direttrice punta a colpire i patrimoni dei trafficanti attraverso sequestri, confische e una cooperazione finanziaria più efficace, compreso il controllo dei flussi legati alle criptovalute. Meloni ha richiamato l’insegnamento di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: per indebolire le organizzazioni criminali bisogna seguire il denaro.
Il terzo asse riguarda prevenzione, cura e recupero. La premier ha descritto un mercato nel quale le sostanze sono diventate più potenti, meno costose e più facilmente reperibili; quelle sintetiche cambiano a una velocità superiore rispetto alle norme, mentre l’intelligenza artificiale può agevolare l’immissione di nuove molecole prima che siano individuate e inserite negli elenchi delle sostanze illecite.
Secondo i dati citati da Meloni, i derivati della cannabis presentano oggi una concentrazione media di THC circa 30 volte superiore a quella di alcuni decenni fa. Nel frattempo l’età del primo consumo continua a diminuire e la presenza del fenomeno tra i minori è descritta come capillare. La presidente del Consiglio ha quindi presentato il lavoro di San Patrignano come parte di una risposta che unisce repressione dei traffici, prevenzione e sostegno ai percorsi di recupero.
Continua a leggere
Fentanyl, l’allarme di Meloni: controlli più stretti negli ospedali
L’Italia rafforza il piano contro gli oppioidi sintetici e punta su prevenzione, risorse e cooperazione europea per arginare le nuove dipendenze.
Cannabis, Meloni alza il tono: «Irresponsabile chiamarla droga leggera»
La presidente del Consiglio avverte sui cambiamenti del mercato degli stupefacenti e sull’aumento del principio attivo nei derivati della cannabis.
Sicurezza e giovani, Sala chiede al governo un piano nazionale
Il sindaco di Milano sostiene l’impiego temporaneo dei militari, ma sollecita più educatori, inclusione e risorse condivise per affrontare il disagio adolescenziale.
Schengen, Roma e Madrid cambiano piano: stop alle sospensioni
Dopo il confronto tra Meloni e Sánchez, i ministri dell’Interno scelgono di non prorogare le misure e rafforzano la collaborazione sulla sicurezza