Fatti di Milano, il dubbio di Zappia: possibile regia esterna
La presidente dell’Ispi invita alla cautela, ma non esclude interferenze legate al Cremlino e richiama le fragilità dei giovani e della società
I recenti fatti di Milano, letti alla vigilia delle elezioni, sollevano interrogativi che vanno oltre la dimensione locale. Mariangela Zappia, presidente dell’Ispi ed ex ambasciatrice italiana negli Stati Uniti, ritiene prematuro escludere l’ipotesi di un intervento esterno, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di una possibile guerra ibrida.
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Zappia non esclude interferenze
Secondo Zappia, gli elementi emersi compongono un quadro ancora da interpretare, ma abbastanza articolato da rendere plausibile il sospetto di una manipolazione proveniente dall’esterno. La presidente dell’Ispi invita quindi a considerare anche il contesto politico e la prossimità del voto.
Parlando dell’ipotesi avanzata dal ministro, Zappia ha osservato: «Se il ministro ha detto una cosa del genere, vuol dire che ha degli elementi». La sua posizione non è un’accusa definitiva al Cremlino, ma la richiesta di non accantonare una pista che, in questa fase, resta da verificare.
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Fragilità sociali da non ignorare
Nell’analisi di Zappia, tuttavia, l’eventuale presenza di una regia esterna non cancellerebbe le debolezze interne sulle quali iniziative di questo tipo possono fare leva. Anche ammettendo che i fatti siano stati provocati, ha sottolineato, esistono vuoti che riguardano i ragazzi e una società incapace di offrire loro un sostegno adeguato.
Il tema, dunque, si muove su due piani collegati ma distinti: da una parte l’accertamento di eventuali interferenze; dall’altra la necessità di capire perché determinati messaggi o dinamiche possano attecchire. Per Zappia, la risposta non può limitarsi alla sola dimensione geopolitica, ma deve includere anche le fragilità sociali emerse nel caso di Milano.
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