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Politica 4 min di lettura4 giorni fa

Emergenza in ospedale, la sfida Siaarti: riconoscere prima il peggioramento

Dal territorio alla terapia intensiva, il congresso mette al centro continuità delle cure, risposta rapida e modelli condivisi per il paziente critico

Rafforzare la presenza dell’anestesista-rianimatore lungo tutto il percorso dell’emergenza, dalla fase extraospedaliera al ricovero, sarà una delle priorità indicate da Siaarti per i prossimi anni. La società scientifica punta su formazione, ricerca e protocolli comuni per rendere più coordinata l’assistenza nei diversi contesti.


La formazione guarda agli scenari più complessi

Tra gli appuntamenti della giornata conclusiva del congresso sono state inserite esercitazioni dedicate a situazioni difficili da ricreare nella pratica formativa ordinaria. Il programma comprende la gestione delle squadre, la simulazione di una maxi-emergenza e la pianificazione sanitaria in occasione di grandi eventi.

I partecipanti possono inoltre sperimentare una notte in un campo-tende, allestito per riprodurre le condizioni operative di una missione internazionale. Altri momenti di approfondimento riguardano stroke e coma traumatico nel soccorso pre-ospedaliero, oltre a workshop su emergenze ostetrico-ginecologiche, infezioni e sepsi.


Riconoscere il peggioramento prima della crisi

Il congresso dell’Area Culturale Medicina critica dell’emergenza di Siaarti, in corso alla Città militare della Cecchignola di Roma, dedica l’apertura dell’ultima giornata alla capacità di individuare tempestivamente il deterioramento di un paziente ricoverato. Gli strumenti disponibili includono gli early warning score, i Medical Emergency Team e i Rapid Response System, ma la loro applicazione non è omogenea negli ospedali italiani.

Secondo Elena Bignami, presidente Siaarti, la variabilità organizzativa resta evidente: in alcune strutture una squadra specializzata raggiunge il paziente in pochi minuti, mentre in altre l’intervento arriva soltanto quando la situazione è già gravemente compromessa. Una rilevazione nazionale svolta alcuni anni fa dal Policlinico di Milano – Università degli studi di Milano aveva registrato la presenza di un Medical Emergency Team in circa sei ospedali su dieci, con differenze significative tra il Nord e il resto del Paese. «Non è una questione di strumenti, che esistono, ma di come vengono messi a terra ospedale per ospedale», ha osservato Bignami.


Il paziente critico non inizia in rianimazione

L’attività dell’anestesista-rianimatore, secondo Andrea Bruni, responsabile della Sezione Siaarti Medicina critica e dell’emergenza intraospedaliera, deve cominciare prima dell’eventuale ingresso in terapia intensiva. «Dobbiamo portare la cultura della terapia intensiva al letto del paziente, prima che sia il paziente ad arrivare in terapia intensiva», ha spiegato.

Anche il soccorso precedente al ricovero condiziona la presa in carico successiva. Valutare la gravità, avviare i primi trattamenti e scegliere il percorso assistenziale più adeguato sono passaggi che incidono sull’intervento ospedaliero. Per questo una parte dei lavori è dedicata al coordinamento fra Centrale Operativa, 118, elisoccorso e strutture sanitarie, con attenzione alla centralizzazione del trauma e alla condivisione dei dati.

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Territorio e ospedale devono dialogare

Sara Borga, responsabile della Sezione Siaarti Medicina critica e dell’emergenza extraospedaliera, ha indicato come obiettivo una maggiore uniformità dell’intero sistema. Il superamento delle differenze organizzative dovrebbe passare da percorsi multidisciplinari comuni e da un collegamento stabile fra emergenza territoriale, soccorso, trasporto aereo e ospedali.

Nel confronto trovano spazio anche gli aspetti legati al lavoro degli operatori del 118: decidere in condizioni di pressione, comunicare con la Centrale Operativa, mantenere la consapevolezza dello scenario e svolgere il debriefing sono elementi considerati rilevanti nella gestione degli interventi. L’integrazione viene quindi presentata come una continuità assistenziale, non come una semplice successione di passaggi separati.


Dati e tecnologia entrano nel percorso

La giornata conclusiva affronta il rapporto tra assistenza sul campo e attività intraospedaliera, includendo temi come il triage, l’intelligenza artificiale applicata alla formazione, la realtà aumentata durante il volo sanitario e il trasferimento delle informazioni tra Centrale operativa e Pronto soccorso.

Davide Colombo, responsabile dell’Area culturale medicina critica dell’emergenza di Siaarti e responsabile scientifico del congresso, ha sottolineato che organizzazione, competenze, fattore umano e strumenti tecnologici devono essere considerati insieme. Il percorso del paziente critico attraversa infatti ambienti e professionisti diversi, rendendo necessario un modello unitario di presa in carico.

La sessione inaugurale della giornata conclusiva si svolge nel quadro del congresso dedicato alla Medicina critica dell’emergenza della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva. Il vicepresidente Siaarti e presidente eletto 2028-2030 Giacomo Grasselli ha infine ribadito l’impegno della società a valorizzare il contributo dell’anestesista-rianimatore nei differenti ambiti assistenziali, attraverso percorsi operativi condivisi.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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