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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Diplomazia Ue, l’Italia sfida Parigi e Berlino: il piano per Kallas

Roma propone più peso politico per l’Alto Rappresentante e un coordinamento rafforzato, senza modificare l’equilibrio interno del servizio diplomatico europeo.

La proposta italiana sulla futura organizzazione della diplomazia europea prende le distanze dall’impostazione franco-tedesca e punta a valorizzare il ruolo di Kaja Kallas. Il documento, trasmesso dapprima all’Alto Rappresentante e successivamente agli Stati membri, viene presentato da Roma come un contributo al confronto già aperto sul Servizio europeo per l’azione esterna.

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Roma rafforza il ruolo di Kallas

Il progetto italiano chiede che l’Alto Rappresentante disponga di prerogative più definite e possa agire come figura di riferimento della Commissione per la politica estera. A questa funzione dovrebbe affiancarsi un compito di coordinamento strategico tra i commissari e le politiche europee con ricadute internazionali, sempre tenendo conto delle rispettive competenze.

La linea di Roma non coincide con quella delineata da Francia e Germania, il cui documento era stato letto in ambienti europei come un possibile ridimensionamento dell’autorità di Kallas. Secondo quanto riferito da fonti europee, proprio questa differenza avrebbe evitato all’iniziativa italiana il malcontento espresso dalla politica estone in occasione della proposta franco-tedesca.


Più raccordo tra i governi

Tra gli obiettivi indicati dall’Italia figura anche un legame più stretto tra il Consiglio Affari Esteri e il Consiglio Affari Generali. L’intento è rendere più omogenea la definizione delle priorità e migliorare il raccordo tra le diverse sedi in cui gli Stati membri discutono l’azione internazionale dell’Unione.

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Roma propone inoltre di rafforzare il Servizio europeo per l’azione esterna come struttura di coordinamento a disposizione sia dei governi nazionali sia delle istituzioni comunitarie. La preparazione dei dossier più sensibili dovrebbe avvenire con maggiore riservatezza, così da consentire un lavoro più efficace lontano dall’attenzione dei mezzi d’informazione.


L’equilibrio interno non cambia

Pur chiedendo una struttura più incisiva, l’Italia non propone di alterare la composizione attuale del servizio diplomatico europeo. Nel documento viene infatti indicata come preferibile la continuità dell’attuale rapporto tra funzionari dell’Unione e diplomatici inviati dagli Stati membri.

La riforma, nella lettura italiana, dovrebbe quindi migliorare il coordinamento e la capacità d’azione senza trasferire nuovi equilibri di potere o stravolgere quelli esistenti. Le reazioni degli altri Paesi e l’impatto sul negoziato saranno più chiari nei prossimi giorni, quando il confronto entrerà nel vivo.

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