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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Kallas, la mossa italiana cambia il confronto europeo

Roma propone di rafforzare la guida della diplomazia Ue senza alterare l’equilibrio tra istituzioni comunitarie e governi nazionali.

Roma entra nel dibattito sulla riforma del Servizio europeo per l’azione esterna con una proposta che punta a rafforzare la figura dell’Alto Rappresentante e a rendere più ordinato il rapporto tra le istituzioni dell’Unione. L’iniziativa arriva dopo il documento franco-tedesco che aveva aperto il confronto sul futuro della diplomazia europea.

Il testo italiano è stato trasmesso anzitutto a Kaja Kallas e successivamente agli altri Stati membri. A differenza dell’impostazione sostenuta da Parigi e Berlino, a Bruxelles considerata da molti un possibile commissariamento dell’Alto Rappresentante, Roma avrebbe evitato di alimentare il malumore della diretta interessata.

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Roma difende il peso di Kallas

Nel documento, definito un contributo alla discussione, l’Italia sostiene che l’Alto Rappresentante debba disporre di competenze più solide e di una funzione maggiormente riconoscibile. L’obiettivo indicato è aumentare la coerenza dell’azione esterna dell’Unione, senza separare il ruolo dalla responsabilità politica esercitata per conto del Consiglio.

La proposta assegna inoltre a Kallas una posizione centrale anche all’interno della Commissione: dovrebbe agire come principale riferimento per gli affari esteri e coordinare in chiave strategica i commissari e le politiche europee con ricadute internazionali. Resterebbero comunque distinti la natura e gli obiettivi specifici delle singole competenze.


Più coordinamento, senza rivoluzioni

Un altro capitolo riguarda i rapporti tra il Consiglio Affari Esteri e il Consiglio Affari Generali. Secondo Roma, un collegamento più stretto tra i due organismi aiuterebbe a superare sovrapposizioni e frammentazioni nella definizione della politica estera dell’Ue.

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L’Italia propone anche di trasformare il Servizio europeo per l’azione esterna in un punto di raccordo più efficace, a disposizione sia dei governi nazionali sia delle istituzioni comunitarie. La riforma dovrebbe mantenere l’attuale proporzione tra funzionari dell’Unione e diplomatici inviati dagli Stati membri, evitando quindi di modificare l’equilibrio esistente.


Dossier sensibili lontani dai riflettori

Tra gli spunti contenuti nel documento compare infine l’idea di garantire maggiore riservatezza nella preparazione dei dossier più delicati. Un lavoro preliminare meno esposto ai media, secondo l’impostazione italiana, potrebbe favorire il coordinamento e rendere più efficace la fase negoziale.

Gli effetti della proposta sul confronto tra i Paesi membri saranno valutabili nei prossimi giorni. Il suo primo risultato politico, secondo quanto riferito da fonti europee, è però già visibile: Roma ha preso le distanze dall’approccio franco-tedesco e ha presentato una riforma orientata al rafforzamento dell’Alto Rappresentante, non alla sua limitazione.

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