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Politica 2 min di lettura7 ore fa

Dignità e innocenza: il richiamo ai media sulle vicende giudiziarie

Il Comitato istituito presso l’Agcom chiede una cronaca giudiziaria più equilibrata e invita a lasciare alle aule il confronto tra accusa e difesa.

La televisione non può trasformare i procedimenti giudiziari in un’arena alternativa al tribunale. È questo il punto centrale dell’intervento del Comitato per la corretta rappresentazione mediatica delle vicende giudiziarie, istituito presso l’Agcom, che sollecita gli operatori dell’informazione a rispettare diritti, regole e persone coinvolte.


Il processo non si decide in televisione

Secondo l’organismo, l’esposizione sempre più frequente di casi giudiziari nei programmi radiotelevisivi rende necessario un controllo costante sulle modalità con cui la cronaca viene raccontata. L’obiettivo indicato è aumentare la consapevolezza e la responsabilità di tutti i soggetti che partecipano alla narrazione pubblica dei procedimenti.

Il Comitato ricorda che il diritto di informare deve convivere con la tutela della dignità individuale e con il principio secondo cui una persona è innocente fino a una condanna definitiva. La ricostruzione dei fatti, inoltre, dovrebbe mantenere equilibrio e proporzione, basarsi sugli elementi probatori disponibili e accessibili legalmente e restituire con completezza il quadro processuale.


Accusa e difesa tornino in aula

La nota richiama anche il ruolo del contraddittorio nella formazione delle prove e nella ricerca della verità processuale. Proprio per questo, sostiene il Comitato, il dibattito tra le parti non dovrebbe essere spostato sul piccolo schermo: “il confronto fra le parti sia ricondotto alla sua sede naturale, le aule di giustizia”.

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Le indicazioni si inseriscono nel quadro dei principi costituzionali e delle norme vigenti, compreso il Codice di autoregolamentazione sulla rappresentazione delle vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive, in vigore dal 2009. Il riferimento alle regole serve a ribadire che la libertà di cronaca non elimina gli obblighi di accuratezza e rispetto.


L’appello agli operatori dell’informazione

Il Comitato di applicazione del Codice è stato creato dall’Agcom ed è presieduto da Margherita Cassano, già prima presidente della Corte di Cassazione. L’organismo considera particolarmente delicata la gestione mediatica dei procedimenti in una democrazia, perché la rappresentazione pubblica può incidere sulla percezione delle persone e sull’idea stessa di giustizia.

Per questo l’invito conclusivo è rivolto a tutti i professionisti e alle strutture editoriali che seguono questi temi: “responsabilità, equilibrio e buon senso”. Il richiamo non riguarda il diritto di occuparsi dei processi, ma il modo con cui informazioni, accuse e materiali dell’indagine vengono presentati al pubblico.

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