Vannacci prepara la svolta: i primi 100 giorni e l’attacco alla manovra
A Marina di Pietrasanta il leader di Futuro Nazionale annuncia un programma di governo, critica i conti pubblici e prende le distanze da centrodestra e sinistra.
Roberto Vannacci guarda già a un’eventuale esperienza di governo e annuncia la preparazione di dieci misure da varare nei primi cento giorni. Dal palco dell’incontro organizzato al bagno Biondetti di Marina di Pietrasanta, in provincia di Lucca, il leader di Futuro Nazionale ha alternato proposte politiche, attacchi alla legge elettorale e critiche alla gestione dei conti pubblici.
La sfida sui conti pubblici
Il nodo economico è stato uno dei passaggi centrali dell’intervento. Vannacci ha osservato che l’Italia non è riuscita a uscire dalla procedura d’infrazione e che questo risultato renderà più rigida la prossima legge di bilancio. A suo giudizio, il margine di manovra resta comunque ristretto anche per il vincolo del debito, il cui peso ricadrà soprattutto sulle nuove generazioni.
L’ex generale non ha attribuito con certezza la responsabilità della situazione al governo o al ministero dell’Economia, ma ha sostenuto che i numeri finali non possano essere ignorati. Ha inoltre ribadito la sua opposizione all’invio di risorse all’Ucraina: secondo il leader di Futuro Nazionale, con quei fondi l’Italia avrebbe potuto avvicinarsi all’uscita dalla procedura europea. La cifra indicata per il sostegno a Kiev è di quasi 20 miliardi di euro nell’arco di quattro anni e mezzo.
Il partito cerca autonomia
Nel corso della serata, alla quale hanno partecipato alcune centinaia di persone, Vannacci ha rivendicato la crescita autonoma della sua formazione. «Un leader crea dei leader, un capo crea dei sottoposti», ha affermato, spiegando che il partito starebbe proseguendo il proprio percorso senza la necessità di una sua presenza costante in prima linea.
Il rapporto con il centrodestra resta tuttavia da definire. Vannacci ha dichiarato che, qualora venissero innalzate barriere o sancite incompatibilità, Futuro Nazionale sarebbe in grado di procedere da solo. A sostegno della sua tesi ha citato il risultato ottenuto a Reggio Calabria. All’incontro era presente anche Fabrizio Corona, che ha spiegato di essere intervenuto per ascoltare quello che considera il politico più forte nei sondaggi.
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Attacco alle regole del voto
Tra gli obiettivi polemici dell’ex generale c’è anche l’attuale sistema elettorale. Vannacci ha contestato le preferenze che considera soltanto apparenti e ha definito il voto segreto una scorciatoia che impedirebbe agli elettori di conoscere fino in fondo l’orientamento dei propri rappresentanti.
Il leader ha respinto inoltre l’idea che Futuro Nazionale sia una formazione costruita soltanto sui rilevamenti del momento. Ha ricordato le posizioni assunte dal partito sui provvedimenti relativi al femminicidio e all’aborto, giudicandole meno populiste rispetto a quelle di altre forze, e ha indicato nelle unioni civili il terreno sul quale il movimento sarebbe più libertario.
Il passato resta nel confronto
Non sono mancate le critiche alla sinistra, accusata da Vannacci di mantenere il tema del fascismo e dell’antifascismo al centro della propria identità politica. Nel suo intervento ha chiamato in causa anche l’Anpi, sostenendo che riceva finanziamenti per le proprie attività e che svolga un ruolo politico.
Pur rivendicando l’importanza delle radici storiche, Vannacci ha insistito sulla necessità di rivolgere l’attenzione al futuro. Sulla Russia ha invece definito infondata l’ipotesi di un attacco contro l’Unione europea o la Nato: a suo parere, per Mosca sarebbe un suicidio e non ci sarebbero segnali concreti di una minaccia imminente.
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