Milano, il cemento divide il centrosinistra: Sala si sfila
Il sindaco replica alle accuse di Majorino sulla trasformazione urbana e annuncia il silenzio per evitare nuove fratture in vista del voto del 2027.
La sfida interna al centrosinistra milanese si accende attorno al futuro urbanistico della città. Giuseppe Sala ha scelto di tirarsi indietro dal confronto pubblico dopo aver respinto con durezza le critiche di Pierfrancesco Majorino, possibile candidato alle amministrative del 2027.
Sala contesta l’allarme cemento
Il sindaco ha definito «una bufala» la denuncia di una Milano soffocata dalla cementificazione, sollecitando il capogruppo del Pd in Regione a presentare dati alternativi. Nel suo ragionamento ha richiamato una ricerca di Stefano Salata, docente del Politecnico, secondo cui il volume edificato sarebbe aumentato dello 0,37% nell’arco di dieci anni, mentre le superfici verdi avrebbero registrato una crescita del 20%.
Sala ha aggiunto che la densità è una caratteristica normale delle città e che il confronto dovrebbe concentrarsi soprattutto sulla giustizia sociale e sull’accessibilità delle abitazioni. A suo giudizio, è legittimo discutere del rapporto tra amministrazione pubblica e operatori privati, ma servono analisi e numeri, non soltanto slogan. Ha inoltre ricordato che Majorino è stato assessore alle Politiche sociali dal 2011 al 2019, prima nella giunta di Giuliano Pisapia e poi nella sua, osservando che l’eventuale trasformazione urbana è iniziata quindici anni fa.
Majorino rilancia sul programma
La polemica era partita da un video nel quale Majorino aveva annunciato la presentazione del proprio progetto per Milano, fissata al 22 ottobre. Nel filmato aveva indicato casa, verde e rigenerazione urbana come priorità, sostenendo che la città dei numerosi cantieri abbia ormai «troppo cemento» e che sia necessario interrogarsi sul ruolo dei grandi fondi immobiliari.
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Il capogruppo regionale ha detto di essere «sorpreso dalla reazione di Beppe Sala» e ha descritto il suo intervento come un contributo rivolto al futuro, non come un attacco personale. Ha quindi ribadito la necessità di aumentare gli investimenti nella riqualificazione delle aree urbane, negli spazi verdi e nelle abitazioni destinate al ceto medio, temi già presenti nei documenti dell’amministrazione comunale.
Il rischio di una frattura politica
A preoccupare Sala è soprattutto l’effetto della disputa sugli equilibri del centrosinistra. Il sindaco ha ammesso di sentirsi più un ostacolo che un sostegno per Majorino e ha annunciato: «Mi faccio da parte, è l’ultimo commento che faccio, non commenterò più nulla».
Majorino ha replicato che un confronto concreto sui contenuti potrebbe essere utile a tutti, invitando a non ridurre la discussione alla scelta dei nomi, agli schieramenti o alle alleanze personali. Sulla stessa linea si è espressa la vicesindaca Anna Scavuzzo, indicata anch’essa tra i possibili nomi per la prossima corsa a Palazzo Marino: secondo lei, la priorità è costruire una prospettiva comune lavorando sui programmi.
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