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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Difesa, in arrivo 1.200 specialisti militari per il cyber

Il testo introduce un brevetto dedicato, corsi avanzati, ferme pluriennali e incentivi economici per trattenere il personale

Il disegno di legge sulla difesa nazionale prevede, a regime, circa 1.200 militari con una specializzazione specifica nel settore cibernetico. Il provvedimento è all’esame della commissione Esteri e Difesa del Senato.

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La nuova struttura per la sicurezza

Il testo assegna al Capo di Stato Maggiore della Difesa anche il ruolo di autorità cibernetica della Difesa. A lui spetterebbe coordinare l’organizzazione, la preparazione e l’impiego del personale cyber appartenente alle diverse Forze armate.

La proposta introduce inoltre il concetto di spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato. L’obiettivo è definire meglio responsabilità e strumenti operativi in un settore considerato parte integrante delle capacità militari.


Formazione e permanenza in servizio

L’accesso alla qualifica passerebbe dal conseguimento del brevetto di Specialista Cyber Militare. Per ottenerlo sarebbe necessario completare percorsi formativi di alto livello; in alternativa, potrebbe essere riconosciuta una preparazione specialistica già maturata.

Per evitare l’uscita verso le aziende private dopo la formazione, il disegno di legge stabilisce vincoli di permanenza e un trattamento economico dedicato. La ferma iniziale avrebbe una durata pluriennale, aggiuntiva rispetto a eventuali obblighi già esistenti.

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Dopo il brevetto, il militare potrebbe chiedere ulteriori periodi di ferma volontaria, rinnovabili fino a quattro volte. Durante il primo periodo sarebbe prevista un’indennità specifica, mentre per ogni successivo periodo spetterebbe un premio economico una tantum.


Droni e minacce ibride

Il provvedimento istituisce anche un Centro interforze di addestramento per il combattimento e il contrasto alle minacce ibride, posto alle dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Difesa.

La struttura dovrebbe contribuire alla preparazione delle forze nei settori più innovativi, compreso l’utilizzo di droni e di altri sistemi militari senza equipaggio. Tra questi rientrano anche navi e veicoli subacquei.

La commissione, presieduta da Maurizio Gasparri, che svolge anche il ruolo di relatore, punta a terminare martedì l’esame degli emendamenti. Il ddl viene analizzato con procedura redigente: dopo il passaggio in commissione, l’approdo in Aula sarà più rapido e non consentirà ulteriori modifiche.

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