Diaco, il racconto delle nozze scatena il caso Rai: chi lo difende
Pierluigi Diaco è finito al centro di una polemica dopo un passaggio dedicato alle famiglie e all’omosessualità andato in onda a BellaMa, su Rai2.
Il suo racconto sul matrimonio con Alessio Orsingher ha riaperto il confronto politico, fino alla presa di posizione del Cda Rai a sua difesa.
Il retroscena del matrimonio
Nel programma pomeridiano, Diaco ha richiamato il giorno della sua unione civile con il giornalista di La7. Ha spiegato che, pensando agli amici che avevano bambini piccoli, lui e Orsingher si erano chiesti se mostrare due uomini che si sposano potesse risultare “scioccante” per loro.
Il giornalista ha poi raccontato una scelta molto concreta fatta durante la festa: invece di condividere il tavolo con i genitori, la coppia cenò insieme ai figli degli amici. Per Diaco, quell’atmosfera fu “molto naturale”, un momento che ha definito tra i più belli proprio perché, a suo dire, i bambini avrebbero bisogno di naturalezza prima ancora di essere accompagnati dagli adulti nella loro scala valoriale.
La replica politica e il nodo dei bambini
Quel passaggio si è inserito in un dibattito già acceso dopo la proposta di Roberto Vannacci di introdurre in televisione una “fascia protetta” contro contenuti definiti “gender” e omosessuali. Diaco, contattato da Adnkronos, ha scelto di non entrare nel merito delle affermazioni dell’ex generale: ha ricordato di essere un conduttore Rai e di lavorare per il servizio pubblico, motivo per cui ha detto di ritenere doveroso non commentare programmi o dichiarazioni di leader politici.
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A intervenire è stato poi Roberto Sasso, deputato di Futuro Nazionale, che ha respinto l’idea di un attacco ai conduttori omosessuali ma ha ribadito la contrarietà a contenuti che, secondo il suo punto di vista, possano incidere sui più piccoli. Ha aggiunto che il partito non mette in discussione l’orientamento sessuale degli insegnanti a scuola, ma contesta quella che definisce propaganda ideologica, insistendo sul fatto che il tema non riguardi la vita privata degli autori o dei presentatori.
La Rai parla di attacchi personali
La vicenda ha portato anche a una presa di posizione del Consiglio di Amministrazione Rai, che ha espresso vicinanza a Diaco. Nel comunicato si parla di attacchi personali e di una forte esposizione sui social nata dopo alcune sue parole che hanno alimentato una polemica politica.
Il Cda ha anche ribadito che il confronto, pur nel rispetto del pluralismo e della libertà di opinione, non può trasformarsi in aggressioni o discriminazioni legate all’orientamento sessuale. Sulla stessa linea si sono collocati altri interventi politici: Stefano Graziano, ex capogruppo Pd in commissione Vigilanza, ha denunciato un clima fatto di aggressività e parole usate “come manganelli”, mentre Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia, ha definito inaccettabili gli attacchi amplificati dai social.
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