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Politica 3 min di lettura4 giorni fa

De Luca alla Leopolda: la mossa che può spostare il centrosinistra

Renzi affida a Vincenzo De Luca l’apertura della Leopolda e prepara una partita che potrebbe incidere sulle primarie, sulla soglia del 3% e sugli equilibri del campo largo.

La vera incognita non riguarda soltanto la presenza di Vincenzo De Luca alla Leopolda, ma ciò che potrebbe accadere se l’ex governatore decidesse di trasformare l’invito di Matteo Renzi in una candidatura. Un nome con il suo peso elettorale, soprattutto in Campania, rischierebbe di alterare gli equilibri già fragili del centrosinistra e di mettere Elly Schlein davanti a un avversario difficile da ignorare.

Renzi ha già indicato De Luca come uno dei protagonisti dell’appuntamento fiorentino: l’apertura è prevista venerdì alle 18, con un aperitivo definito dallo stesso leader di Italia Viva come l’incontro tra “il Kraken e lo Sceriffo”. Il soprannome richiama il profilo del sindaco di Salerno, noto per i toni diretti, la lunga esperienza amministrativa e le battaglie sulla sicurezza urbana.


De Luca torna al centro della partita

Nella sua comunicazione, Renzi ha presentato De Luca come una figura capace di parlare alle nuove generazioni e di offrire un contributo più ampio all’area riformista. La scelta non è casuale: proprio sulla sicurezza il leader di Italia Viva ha spesso accusato la sinistra di esitazioni e di scarsa attenzione.

Il ritorno sulla scena nazionale dell’ex presidente della Campania arriva inoltre in una fase nella quale, secondo il testo, nel Paese cresce una sensibilità più severa sui temi dell’ordine pubblico. Il suo linguaggio energico e la riconoscibilità costruita negli anni potrebbero quindi consentirgli di rivolgersi non solo all’elettorato progressista, ma anche a una parte dei moderati del centrodestra.

Per ora non esiste una conferma di una sua partecipazione alle primarie. Tuttavia, Casa riformista potrebbe trovare in De Luca un candidato in grado di puntare al superamento della soglia del 3%, grazie soprattutto al radicamento campano. Non sarebbe, dunque, una candidatura simbolica o destinata soltanto a testimoniare una posizione.


La sfida diretta a Schlein

Un’eventuale discesa in campo cambierebbe il confronto interno al campo largo, oggi associato a Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni. De Luca arriverebbe con una storia di scontri con la dirigenza nazionale del Pd, una forte impronta amministrativa e un consenso personale difficilmente paragonabile a quello di molti aspiranti leader.

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L’effetto più immediato potrebbe ricadere sulla segretaria del Pd, che si troverebbe a gestire un concorrente ingombrante e difficilmente classificabile come semplice espressione del passato. La candidatura, inoltre, rischierebbe di complicare i piani dei civici collegati ad Alessandro Onorato, indicato come il fronte più recente di contrapposizione a Renzi.


Il disegno di Renzi prende forma

Alla Leopolda non ci sarà soltanto De Luca. Sono attesi anche Mario Calabresi, considerato un possibile candidato alla guida del Comune di Milano, e Stefano Bonaccini, presidente del Pd. Renzi dovrebbe inoltre sostenere Pietro Bartolo in vista delle primarie siciliane.

Da tempo Renzi sostiene che il centro del centrosinistra abbia bisogno di un sindaco, o almeno di un ex sindaco, capace di rappresentare una prospettiva riformista. L’ipotesi iniziale sembrava guardare soprattutto a una nuova generazione di amministratori; De Luca, però, offre una caratteristica che molti altri nomi non possono vantare: un consenso elettorale concreto.

Per i suoi sostenitori la strategia potrebbe rivelarsi una mossa decisiva; per i critici, invece, avrebbe i tratti di un azzardo. Quel che appare certo è che Renzi ha riaperto una partita destinata a rendere ancora più complesso il confronto nella già turbolenta area progressista.

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