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Politica 2 min di lettura3 ore fa

David Rossi, il vicolo fu bloccato: la svolta sull’ultima notte

La Commissione d’inchiesta parla di un ruolo attivo nella strada e di almeno quattro o cinque persone coinvolte nella morte dell’ex dirigente

L’uomo visto nel vicolo non sarebbe stato un semplice passante arrivato per caso sulla scena. Secondo Gianluca Vinci, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, quella figura avrebbe ostacolato i soccorsi mentre l’ex dirigente era ancora in vita.

La ricostruzione è stata presentata a Roma, all’Hotel Nazionale di piazza Montecitorio, durante la conferenza dedicata alla relazione del Ris sul caso. Vinci ha definito l’elemento emerso come uno dei più rilevanti dell’indagine, perché l’intervento dell’uomo avrebbe ritardato per oltre 20 minuti la possibilità di prestare aiuto a Rossi.


Il vicolo non fu una presenza casuale

Nella lettura proposta dalla Commissione, la persona ripresa nella strada avrebbe avuto una funzione concreta nella gestione della scena. «Non era un passante», ha affermato Vinci, spiegando che il suo comportamento avrebbe impedito l’arrivo tempestivo dei soccorritori.

Il presidente ha inoltre sostenuto che la morte debba essere valutata come un omicidio. Gli elementi illustrati dal Ris indicano, secondo la Commissione, la possibile presenza di due persone incaricate di controllare il vicolo, mentre altre figure si sarebbero trovate nell’ufficio di Rossi nel momento in cui venne appeso.


Una regia con più persone coinvolte

L’insieme di questi elementi porta Vinci a ipotizzare la partecipazione di almeno quattro o cinque persone. Per il presidente della Commissione, una dinamica simile sarebbe incompatibile con un’azione improvvisa compiuta da conoscenti della vittima.

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«Un omicidio fatto in quel modo non può essere un delitto d’impeto», ha dichiarato a margine della presentazione. La modalità descritta presupporrebbe invece un gruppo organizzato, capace di accedere a una banca, prendere una persona e contemporaneamente impedire che la strada venisse attraversata dai soccorsi.


La pista della criminalità organizzata

Quanto ai possibili responsabili, Vinci ha parlato di una struttura criminale dotata di un’organizzazione significativa. L’attenzione degli investigatori si concentra anche sui nomi comparsi nel corso dell’inchiesta e sui collegamenti con ambienti della criminalità organizzata della Bassa Mantovana e della Bassa Reggiana.

Il riferimento alla ’ndrangheta resta quindi inserito in questa direzione investigativa. Vinci ha indicato proprio quei legami territoriali come il percorso seguito dalla Commissione, senza attribuire però responsabilità definitive a singoli soggetti.

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