Classi a rischio chiusura? I ragazzi stranieri tengono vive le scuole
In molti piccoli centri italiani la presenza di alunni con background migratorio ha evitato lo svuotamento delle aule, mentre il governo prepara un decreto per fissare un limite del 30%.
Per tanti comuni minuscoli, la differenza tra una scuola aperta e un edificio vuoto passa dagli iscritti arrivati da famiglie straniere. È il caso di Castelpoto, nel Beneventano, dove il sindaco Vito Fusco racconta di aver visto il paese ripopolarsi almeno in parte grazie alle famiglie che hanno scelto di restare o trasferirsi lì.
Il tema torna ora al centro del dibattito perché il governo sta preparando un decreto destinato a fissare un tetto del 30% alla presenza di studenti stranieri nelle classi. Ma in varie zone d’Italia, proprio quei ragazzi hanno evitato che istituti di piccoli centri chiudessero per mancanza di iscritti.
Nei paesi vuoti la scuola fa la differenza
Nel racconto di Fusco, la scuola non è soltanto un servizio pubblico: è il presidio che permette a un paese di non spegnersi. Le bambine del sindaco, dice, non fanno distinzione tra compagni italiani e stranieri e vivono la classe come uno spazio comune, lontano dalle polemiche che accompagnano il dibattito politico.
Castelpoto è uno dei tanti esempi di realtà dove il calo demografico avrebbe potuto far saltare sezioni e plessi. Invece, la presenza di alunni con background migratorio ha contribuito a tenere in piedi numeri che altrimenti sarebbero stati troppo bassi.
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Il limite del 30% e il nodo politico
La misura allo studio punta a introdurre un vincolo numerico nelle classi, ma tocca da vicino territori molto diversi tra loro. Nei grandi centri il problema appare meno urgente, mentre nei piccoli comuni il rischio è che un limite rigido finisca per pesare proprio sulle scuole che dipendono da ogni singola iscrizione.
Il punto, quindi, non riguarda solo la composizione delle aule. In molte aree del Paese, gli studenti stranieri sono diventati una condizione concreta per mantenere aperti gli istituti e preservare un servizio essenziale per le comunità locali.
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