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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Chimica, l’avvertimento di Meloni: meno costi per salvare l’industria

La presidente del Consiglio chiede una revisione delle regole climatiche europee e indica energia, tecnologia e tutela del mercato come priorità per il settore

Dalla solidità della chimica dipende una parte rilevante dell’autonomia industriale italiana ed europea. Giorgia Meloni assicura che il governo intende sostenere le imprese del comparto, chiamate a trasformare ricerca e innovazione in nuove soluzioni per molte filiere produttive.

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Una filiera decisiva per l’industria

Nel messaggio trasmesso all’assemblea generale di Federchimica, la presidente del Consiglio ha ricordato che materiali, tecnologie e processi sviluppati dalla chimica rendono possibile l’evoluzione di numerosi settori. Sanità, agricoltura, alimentazione, moda, cosmetica, arredamento, edilizia, meccanica, industria automobilistica, elettronica ed energia fanno affidamento sui suoi risultati.

Meloni ha inoltre sottolineato che circa il 95% dei prodotti e degli oggetti oggi utilizzati non esisterebbe senza il contributo della ricerca chimica. Tra gli esempi citati figurano i principi attivi dei medicinali, i componenti per i dispositivi medici, gli strumenti diagnostici, la difesa delle colture e le tecniche per rendere più sicuri e conservabili gli alimenti.


Energia e regole frenano la crescita

La premier ha descritto la situazione della chimica europea come una fase di forte difficoltà. A pesare, secondo il suo intervento, sono soprattutto le bollette energetiche, la domanda debole e la competizione internazionale con produttori che non affrontano condizioni equivalenti.

Nel messaggio, Meloni ha sostenuto che l’Unione europea non dovrebbe reagire alla crisi aumentando gli oneri per le aziende che continuano a investire sul territorio. Ha anche osservato che alcune misure legate al Green Deal hanno aggravato il quadro, imponendo scadenze e obblighi non sempre accompagnati da alternative energetiche e tecnologiche già disponibili.

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La revisione dell’Ets resta centrale

Tra i dossier indicati come prioritari c’è il sistema Ets. La presidente del Consiglio ha spiegato che l’esecutivo continuerà a chiedere una modifica delle politiche climatiche europee, con l’obiettivo di conciliare riduzione delle emissioni e capacità delle imprese di competere.

La decarbonizzazione, ha precisato, rimane un traguardo del governo, ma può essere raggiunta soltanto da aziende capaci di finanziare ricerca, investimenti e sviluppo tecnologico. Per evitare che la produzione si sposti fuori dall’Europa, servirebbero tempi sostenibili, apertura a soluzioni tecnologiche diverse, energia a prezzi accessibili e strumenti contro i concorrenti che non sostengono costi ambientali analoghi.


L’obiettivo è rilanciare il settore

«Vogliamo che la chimica in Italia e in Europa torni a essere competitiva e trovi qui le condizioni per investire e crescere», ha dichiarato Meloni nel suo messaggio. La premier ha aggiunto che il Paese conta sulle competenze e sulla capacità innovativa delle imprese, confermando il sostegno dell’esecutivo al comparto.

Secondo la presidente del Consiglio, la priorità dovrebbe andare a chi produce e investe, non a chi utilizza il sistema per finalità speculative. La chiusura di uno stabilimento europeo, seguita dall’acquisto degli stessi beni da Paesi con regole ambientali meno rigorose, comporterebbe infatti una perdita di occupazione, conoscenze e autonomia produttiva senza un vantaggio concreto per il clima.

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