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Politica 1 min di lettura8 ore fa

Caso Regeni, cosa succede dopo la sentenza: l’impegno di Foti

Il ministro annuncia la richiesta di risarcimento da parte dello Stato e accosta il procedimento alla collaborazione francese sulla strage di Ustica.

Il governo italiano intende chiedere un risarcimento nel procedimento sulla morte di Giulio Regeni, ma il passaggio decisivo sarà il deposito formale della sentenza. A chiarirlo è stato Tommaso Foti, ministro degli Affari Europei, intervenuto sul caso e sulle polemiche politiche successive alla decisione.


Il risarcimento dipende dal deposito

Foti ha spiegato che la richiesta economica potrà essere avanzata perché lo Stato italiano si è presentato nel processo come parte civile. «Quando la sentenza verrà depositata, lo Stato chiederà il risarcimento», ha affermato durante l’intervento televisivo.

Il ministro ha inoltre sottolineato il ruolo svolto dalle istituzioni nel procedimento: secondo la sua ricostruzione, governo e magistratura hanno mantenuto fermo il riferimento al principio di legalità. Da qui deriva la soddisfazione espressa per l’esito del percorso giudiziario.


Il paragone con il caso Ustica

Nel suo ragionamento Foti ha accostato la presenza dello Stato nel processo Regeni alla scelta della Francia di collaborare, dopo 46 anni, sulle vicende legate alla strage di Ustica. A suo giudizio, in entrambi i casi la partecipazione istituzionale rappresenta un elemento di particolare rilievo.

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«Siamo soddisfatti», ha dichiarato il ministro, invitando però ad attendere le motivazioni della decisione prima di formulare valutazioni più dettagliate. Il riferimento è anche alle critiche e alle dichiarazioni arrivate dal mondo politico, compresa la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein.


Foti frena sulle polemiche politiche

Rispondendo alle osservazioni di Schlein, Foti ha ricordato che per dare attuazione concreta alla sentenza occorre prima che il documento venga depositato. Solo a quel punto, ha precisato, sarà possibile esaminare il contenuto completo e procedere con gli eventuali adempimenti.

Il ministro ha quindi scelto di rinviare ogni giudizio ulteriore alle motivazioni ufficiali, distinguendo la soddisfazione per il riconoscimento del principio di legalità dalla necessità di conoscere nel dettaglio quanto stabilito dai giudici.

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