Caso Bartolozzi, la Consulta decide sul processo: chi ha ragione
La Corte costituzionale esamina il conflitto tra Camera e Procura di Roma sull’ex capa di gabinetto di Nordio, accusata di falsa testimonianza ai pm.
Il nodo riguarda la possibilità di procedere contro Giusi Bartolozzi senza una preventiva autorizzazione parlamentare. La Camera sostiene che l’ex capa di gabinetto di Carlo Nordio avrebbe dovuto beneficiare della tutela prevista per i membri del governo, mentre la Procura di Roma contesta questa lettura.
Il punto contestato alla Consulta
La questione è arrivata davanti ai giudici costituzionali attraverso un conflitto di attribuzione. Da una parte, la Camera chiede di fermare il procedimento e sostiene che Bartolozzi non potesse essere sottoposta a indagine e poi mandata a giudizio per falsa testimonianza senza il passaggio autorizzativo riservato al presidente del Consiglio e ai ministri.
Dall’altra, la Procura di Roma ritiene che il Parlamento abbia utilizzato il conflitto istituzionale per proteggere l’ex dirigente del ministero della Giustizia. Il confronto davanti alla Consulta dovrà quindi chiarire quale istituzione fosse competente a valutare il caso.
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Il riferimento al caso Almasri
Nel dibattito è emerso anche il ruolo attribuito a Bartolozzi nella vicenda Almasri. Secondo la posizione sostenuta dalla Camera, l’ex capa di gabinetto sarebbe stata una figura protagonista di quella gestione e, proprio per il ruolo ricoperto, dovrebbe essere applicata la garanzia prevista per ministri e presidente del Consiglio.
La tesi opposta nega invece che Bartolozzi potesse essere considerata un ministro. Per la Procura, questo elemento esclude l’applicazione automatica dell’autorizzazione a procedere invocata dalla Camera e lascia aperta la strada al processo per falsa testimonianza ai pm.
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