Carburanti, Meloni valuta 160 milioni: quando potrebbe scattare il taglio
Il governo esamina l’uso delle maggiori entrate Iva per ridurre le accise, ma considera anche la possibilità di conservare le risorse disponibili.
Sul tavolo del governo ci sono circa 160 milioni di euro da destinare, se necessario, alla riduzione del costo dei carburanti. La cifra, riferita a settembre, deriva dalle maggiori entrate Iva legate all’aumento dei prezzi e potrebbe finanziare un nuovo intervento sulle accise.
La decisione, tuttavia, non è ancora stata presa. L’esecutivo sta valutando se utilizzare subito la somma, mentre sono in vigore altre misure di contenimento, oppure conservarla per una fase successiva.
La scelta sui 160 milioni
Giorgia Meloni ha spiegato che il governo deve stabilire quale sia il momento più efficace per impiegare le risorse accantonate. In particolare, l’alternativa è tra un intervento immediato e il mantenimento di una disponibilità economica da usare quando gli attuali strumenti di contenimento non saranno più operativi.
La premier ha affrontato il tema durante la conferenza stampa successiva al vertice Med9, svoltosi a Spalato. La valutazione riguarda quindi non solo l’entità dello stanziamento, ma anche la tempistica più utile per incidere sul prezzo alla pompa.
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Come funzionano le accise mobili
Meloni ha ricordato che l’Italia ha perfezionato un sistema collegato all’andamento dei prezzi dei carburanti. "All'aumento del prezzo del carburante la maggiore Iva che entra viene messa da parte e utilizzata, nel caso, per riabbassare il prezzo, tagliando le accise", ha dichiarato.
Il meccanismo consente di destinare le entrate fiscali aggiuntive a una successiva riduzione delle accise, così da attenuare l’impatto dei rincari. La presidente del Consiglio ha aggiunto: "Noi siamo sempre pronti ovviamente a intervenire di nuovo" sul fronte delle accise, lasciando aperta la possibilità di un nuovo provvedimento.
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