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Politica 3 min di lettura1 ora fa

Carburanti, Meloni prende tempo: sul tavolo 170 milioni per le accise

La presidente del Consiglio attende l’evoluzione del tetto al prezzo del petrolio, mentre il governo chiede all’Unione europea più margini per i costi legati all’inflazione.

Il governo potrebbe utilizzare circa 170 milioni di euro per intervenire sul costo dei carburanti, ma la decisione non è ancora stata presa. Giorgia Meloni, al termine del vertice Med9 di Spalato, ha spiegato che l’esecutivo sta valutando se impiegare subito le risorse oppure conservarle per il momento in cui termineranno le attuali misure di contenimento.

La scelta dipenderà anche dall’andamento del tetto al prezzo del petrolio. «Spero che nelle prossime ore si possa ripristinare pienamente», ha detto la presidente del Consiglio rispondendo alle domande sul caro carburanti. Solo dopo sarà definito l’eventuale nuovo intervento sulle accise.


La decisione dipende dal tetto al prezzo

Meloni ha chiarito che il ricorso alle accise mobili resta una possibilità concreta. Le risorse disponibili, riferite al mese di settembre, potrebbero essere utilizzate per ridurre la pressione sui consumatori, ma Palazzo Chigi sta confrontando due esigenze: sostenere subito gli automobilisti oppure mantenere una riserva finanziaria per una fase successiva.

Anche Matteo Salvini ha confermato che l’ipotesi non è stata accantonata. Durante il question time alla Camera, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha spiegato che è ancora allo studio una proroga della riduzione delle accise, da adottare attraverso un decreto congiunto dei ministeri dell’Economia e dell’Ambiente, utilizzando l’extragettito dell’Iva stimato per settembre 2026.


Autotrasporto, già stanziati 434 milioni

Rispondendo a un’interrogazione di Italia Viva sulle misure per il comparto, Salvini ha ricordato il credito d’imposta straordinario introdotto per le imprese del trasporto merci e passeggeri. Le richieste presentate sulla piattaforma dedicata sono state circa 31.000 per le fatture relative al periodo compreso tra marzo e agosto, mentre le risorse già messe a disposizione ammontano a 434 milioni di euro.

Il ministero ha inoltre chiesto al Tesoro di reperire altri 50 milioni per coprire le domande aggiuntive riferite alle fatture fino ad agosto. Per consentire l’invio delle richieste relative a settembre e ottobre, è stato sollecitato anche un adeguamento delle regole sui tempi di utilizzo del credito d’imposta.

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Salvini ha poi indicato un ulteriore programma di sostegno: fino al 2031 sono previsti 590 milioni di euro per il rinnovo dei veicoli destinati al trasporto delle merci. Il decreto è pronto per la pubblicazione, ma l’avvio della piattaforma resta subordinato alla conclusione dell’istruttoria del Ministero dell’Economia e delle Finanze.


Roma chiede più flessibilità all’Unione

Accanto al tema dei carburanti, Meloni ha rilanciato la richiesta italiana di maggiore flessibilità nei bilanci nazionali per tenere conto dell’inflazione. Secondo la premier, nelle istituzioni europee esiste attenzione sulla proposta, anche se il percorso richiederà un accordo tra Commissione, Stati membri e Consiglio.

La presidente del Consiglio ha riferito di averne parlato con Ursula von der Leyen e ha ricordato che la stessa esigenza è stata sollevata anche dalla Grecia. L’Italia, ha spiegato, non sta chiedendo la possibilità di aumentare liberamente la spesa, ma di considerare gli esborsi aggiuntivi imposti dall’aumento dei prezzi.

Tra gli esempi citati figurano gli adeguamenti automatici legati all’inflazione, come quelli per le pensioni e l’assegno unico, oltre all’aumento dei costi delle materie prime necessarie per realizzare i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. «Nei nostri bilanci avremo miliardi in più da spendere senza averlo deciso», ha osservato Meloni, sostenendo che tali somme dovrebbero essere considerate nei limiti di crescita della spesa autorizzata.

Salvini ha infine attribuito il caro gasolio anche alle politiche europee degli ultimi anni e ha chiesto una revisione immediata del Green Deal. A suo giudizio, vincoli, imposte e regolamenti, compreso il sistema Ets, stanno aumentando le difficoltà per l’industria e l’agricoltura in Italia e nel resto dell’Europa.

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