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Politica 2 min di lettura10 ott

Via Rizzoli blindata: Salvini e Sardone restano fuori dalle case popolari

La contestazione dei centri sociali ha impedito alla delegazione di raggiungere gli alloggi comunali, riaccendendo il confronto sull’uso di uno spazio assegnato al Lambretta.

L’incontro con gli abitanti delle case popolari di via Rizzoli non è mai iniziato. Matteo Salvini e Silvia Sardone, arrivati nella periferia nord-est di Milano per un sopralluogo, hanno trovato l’accesso alla strada occupato dai centri sociali e da alcune sigle della sinistra.

La protesta ha di fatto bloccato la delegazione, che non ha potuto avvicinarsi agli edifici gestiti da MM, la società incaricata del patrimonio di edilizia residenziale pubblica del Comune. Il presidio era già attivo dalle prime ore del mattino.

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La visita si ferma all’ingresso

Salvini, vicepremier, e Sardone, europarlamentare e candidata a Palazzo Marino, avevano programmato un confronto diretto con i residenti della zona. L’obiettivo era raggiungere gli alloggi comunali di via Rizzoli, ma il passaggio verso le abitazioni è rimasto impedito dalla mobilitazione.

La presenza dei manifestanti ha quindi modificato lo svolgimento dell’iniziativa politica. La delegazione non è riuscita a entrare nell’area delle case popolari né a incontrare le famiglie che vi abitano, mentre il blocco della strada ha mantenuto lontano il gruppo dagli immobili amministrati da MM.

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Il nodo dello spazio comunale

Al centro delle contestazioni sollevate dalla delegazione della Lega c’è anche l’assegnazione di un locale comunale al centro sociale Lambretta. Secondo la posizione espressa dal partito, lo spazio sarebbe stato concesso per 18 anni, nonostante la presenza di famiglie milanesi prive di un’abitazione.

Il locale misura circa 380 metri quadri e, stando ai dati richiamati dalla delegazione, viene utilizzato a fronte di un canone mensile di 1.270 euro. È proprio questo rapporto tra il patrimonio del Comune, la durata dell’assegnazione e l’emergenza abitativa a costituire il punto della polemica.

La contestazione ha così impedito il sopralluogo, ma non ha cancellato il tema che Salvini e Sardone intendevano portare all’attenzione: la destinazione degli spazi pubblici e la situazione delle famiglie in cerca di una casa a Milano.

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