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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Manovra, il bivio di Giorgetti: più margine per difesa ed energia

Il governo conferma la linea prudente sui conti, ma chiede di utilizzare la clausola Nec per finanziare sicurezza energetica e interventi mirati.

La programmazione su un orizzonte triennale diventa particolarmente difficile in una fase segnata da forte instabilità. Giancarlo Giorgetti, intervenuto alla Camera, ha comunque ribadito l’intenzione dell’esecutivo di mantenere il percorso di consolidamento dei conti, con l’obiettivo di rispettare gli impegni della nuova governance europea e, se il quadro lo permetterà, uscire dalla procedura in primavera.


La prudenza resta la rotta

Il ministro ha definito l’attuale scenario complesso, soprattutto per l’andamento dell’inflazione e dei tassi d’interesse, elementi che rendono più incerta ogni previsione. In questo quadro, il governo intende confermare un’impostazione cauta per la prossima manovra finanziaria.

La richiesta di ricorrere alla clausola Nec rappresenta quindi una deroga mirata rispetto a quella impostazione. Giorgetti l’ha descritta in aula come «un passo consapevole di scostamento rispetto alla linea di prudenza che ho richiamato», precisando che la scelta non modifica l’indirizzo generale sui conti pubblici.


Il margine per famiglie e imprese

La flessibilità ottenuta in sede europea dovrebbe essere destinata innanzitutto a rafforzare gli investimenti legati alla sicurezza energetica. L’esecutivo valuta inoltre interventi limitati nel tempo per sostenere nuclei familiari e aziende colpiti dall’aumento delle bollette e dalla crescita dei prezzi.

Il ministro ha spiegato che sono in corso interlocuzioni per stabilire quali voci di spesa possano rientrare nell’autorizzazione. Il confronto con le istituzioni europee proseguirà fino alla decisione formale del Consiglio sulla concessione della clausola all’Italia.

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Come funziona la clausola Nec

La clausola di salvaguardia nazionale, indicata con l’acronimo Nec, consente agli Stati dell’Unione europea di allontanarsi temporaneamente dal percorso previsto per la riduzione del debito o del disavanzo. L’attivazione è possibile in presenza di circostanze eccezionali oppure quando occorre finanziare priorità strategiche, tra cui difesa e sicurezza energetica.

L’Italia ha trasmesso la domanda alla Commissione europea l’11 settembre. L’organismo comunitario ha espresso un parere favorevole, valutando che il ricorso allo strumento non comprometta la sostenibilità delle finanze pubbliche.


Il passaggio alla Camera

Le dichiarazioni di Giorgetti sono arrivate durante la seduta dedicata all’esame del Documento programmatico di finanza pubblica 2026. L’aula è chiamata a votare separatamente le risoluzioni sul documento e sullo scostamento: per la prima è sufficiente la maggioranza semplice, mentre per la seconda serve quella assoluta.

Il ministro ha collegato la richiesta alla necessità di gestire una fase in cui nuovi rischi possono emergere rapidamente. La scelta, ha chiarito, punta a mantenere gli obiettivi fissati dalle regole europee, utilizzando al tempo stesso lo spazio eventualmente riconosciuto per affrontare le priorità più urgenti.

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