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Politica 2 min di lettura30 set

Carri armati e Iveco, la linea di Cirio: «La difesa serve

Alberto Cirio ha richiamato il ruolo dello Stato nella tutela dei propri confini e delle proprie libertà, collegando la necessità della difesa alla Costituzione.

Secondo il presidente del Piemonte, le forze armate rappresentano una componente essenziale dell’organizzazione statale e il loro comando spetta al Presidente della Repubblica.


La difesa come responsabilità pubblica

Nel ragionamento di Cirio rientra anche il riferimento al diritto internazionale: il limite delle 12 miglia marine per la sovranità sulle acque territoriali deriverebbe dalla gittata dei cannoni dell’epoca. Un esempio, ha spiegato, che mostra quanto la protezione dei confini sia intrecciata alla storia delle regole tra gli Stati.

«La difesa è un’esigenza del nostro Stato, così come lo sono le forze armate», ha affermato Cirio. Il presidente piemontese ha poi indicato nella Carta costituzionale il presidio delle libertà civili e della sicurezza nazionale, ricordando che la responsabilità delle forze armate è affidata al capo dello Stato.


Mirafiori paga la crisi dell’auto

Il tema è legato alle difficoltà dell’industria automobilistica piemontese. La produzione regionale, che in passato raggiungeva 400.000 vetture annue, nel corso di quest’anno dovrebbe fermarsi a 40.000: il dato riguarda in particolare Mirafiori e fotografa la contrazione del comparto.

A pesare c’è anche la forte esposizione verso il mercato tedesco, destinazione del 70% dell’automotive prodotto in Piemonte. Cirio ha definito prevedibile la sofferenza del settore in una fase così complessa, ma ha indicato nell’aerospazio una delle risorse industriali ancora disponibili.

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Aerospazio e Iveco al centro

Le aziende piemontesi del comparto aerospaziale, ha riferito il governatore, dispongono di commesse garantite per 15 anni. In questo settore, inoltre, hanno trovato una nuova collocazione anche diversi lavoratori e operatori provenienti dall’automobile.

Pur auspicando la fine dei conflitti, Cirio ha sostenuto che le esigenze di sicurezza stanno rafforzando la domanda nel comparto della difesa. Da qui la sua posizione su Iveco: «Non mi sconvolgo se l’Iveco si mette a fare i carri armati», ha detto, invitando a riconoscere l’esistenza dell’industria militare.

La dichiarazione è arrivata ad Alba, in provincia di Cuneo, durante una tappa di Alfabeto del futuro. All’iniziativa, organizzata da La Stampa, Cirio è intervenuto nella sua veste di presidente della Regione Piemonte e di vicesegretario nazionale di Forza Italia.

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