7.000Lettori online ora
Politica 2 min di lettura4 giorni fa

Carburanti, la tregua dura 30 giorni: quanto cambia il pieno

Il nuovo limite di Eni attenua l’impatto della riduzione fiscale sul diesel, mentre il malcontento degli autotrasportatori lascia aperta la prospettiva di una mobilitazione.

La decisione di Eni viene letta da Palazzo Chigi come un possibile punto di svolta nel caro-carburanti. Antonio Tajani ha accolto l’iniziativa sostenendo che «le risposte non arrivano da tasse dirigiste», mentre dalla Lega è partito l’invito rivolto alle grandi aziende energetiche e petrolifere a replicare la stessa scelta.

L’obiettivo dell’esecutivo non sarebbe soltanto frenare nell’immediato i listini. Il governo punta anche a rispondere alle richieste di tassare gli extraprofitti del settore e, soprattutto, a favorire un effetto a catena tra i distributori: più operatori potrebbero contenere i prezzi per non perdere competitività.


Il pressing dietro la decisione

La misura annunciata da Eni sarebbe maturata anche grazie alle sollecitazioni informali dell’esecutivo. Non è stato però chiarito se Giorgia Meloni abbia avuto un ruolo diretto nel confronto che ha portato alla scelta dell’azienda.

Il provvedimento riguarda i carburanti venduti attraverso Enilive e introduce una soglia massima temporanea. L’azienda, controllata dallo Stato, ha indicato la possibilità di prolungare l’intervento oltre la prima scadenza, fino alla conclusione dell’anno.


Eni mette un tetto ai listini

Il limite entrerà in vigore il 28 settembre e resterà inizialmente attivo per 30 giorni. Il prezzo non potrà superare 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro per la benzina.

Secondo le stime del Codacons, il provvedimento potrebbe tradursi in una riduzione di 10,4 euro per un rifornimento completo di diesel e di 11,2 euro per uno di benzina. Assoutenti ha chiesto un intervento legislativo che estenda a tutto il mercato un tetto provvisorio analogo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Diesel più caro e protesta in vista

La protezione offerta dal price cap non cancella tuttavia l’aumento legato alla riduzione dello sconto fiscale. Dal 26 settembre l’agevolazione sul gasolio scende infatti a 6,1 centesimi al litro e resterà a questo livello fino al 5 ottobre.

Il taglio era stato già ridimensionato dal Consiglio dei ministri il 16 settembre: dai precedenti 17 centesimi si era passati a 12,2 centesimi nel periodo compreso tra il 18 e il 25 settembre. Per il Codacons, l’effetto concreto equivale a circa 3 euro in più per ogni pieno di un’automobile.

Il malcontento resta particolarmente forte tra gli autotrasportatori. Claudio Donati, segretario generale di Assotir, ha avvertito che, senza un confronto con il governo sul costo del diesel, «uno sciopero non possiamo escluderlo».

Nel frattempo, Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin hanno convocato le imprese responsabili delle 10 raffinerie e delle 3 bioraffinerie presenti in Italia. L’incontro è previsto per l’8 ottobre e potrebbe precedere nuove misure normative, anche in continuità con gli interventi dell’ultimo mese per aumentare l’estrazione di risorse sul territorio nazionale.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere