2.000Lettori online ora
Politica 2 min di lettura22 set

Canone Rai, il taglio torna in gioco ma resta il nodo coperture

Un emendamento alla riforma riapre la partita sul canone Rai: il governo potrebbe ridurlo, ma solo trovando risorse alternative e senza violare i vincoli europei.

Il canone Rai torna sul tavolo della maggioranza, ma non come scelta immediata: l’emendamento alla riforma lascia al governo solo la possibilità di intervenire, a patto di individuare un rimpiazzo finanziario. Il testo, firmato dai relatori Claudio Fazzone e Roberto Rosso di Forza Italia, dovrebbe arrivare al voto domani in Commissione Ottava al Senato.


La riduzione dipende dalle coperture

La proposta cambia il perimetro della discussione perché non lega più il finanziamento della tv pubblica al solo canone. In caso di taglio, infatti, la norma richiede comunque una compensazione da definire al momento, e precisa che ogni variazione in negativo resta subordinata al reperimento di risorse pubbliche equivalenti da destinare alla società concessionaria.


Il fronte politico resta diviso

A sostenere con entusiasmo la mossa è la Lega, che da tempo spinge per alleggerire il prelievo. I parlamentari del partito in Vigilanza hanno accolto l’iniziativa parlando di un passaggio che, a loro avviso, conferma la convergenza di Forza Italia sulla battaglia per una riduzione del canone e sulla necessità di renderla “reale, concreta e sostenibile”.

Sul fronte opposto, Barbara Floridia liquida l’ipotesi come un espediente, sostenendo che il costo ricadrebbe comunque sui cittadini. La senatrice M5s avverte anche che una Rai costretta ad attendere ogni anno il via libera del governo perderebbe indipendenza, mentre i consiglieri di amministrazione Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale segnalano il rischio di un finanziamento più esposto alla discrezionalità politica.


I vincoli europei e il rebus Vigilanza

Nel mirino c’è anche il possibile contrasto con il Media Freedom Act, che all’articolo 5 chiede per i servizi pubblici risorse adeguate, sostenibili e prevedibili. Per questo l’emendamento richiama in modo esplicito la necessità di garantire tali requisiti attraverso altre forme compensative di finanziamento pubblico, se il canone dovesse scendere.

La partita si intreccia con la crisi della Commissione di Vigilanza, dove si sono dimessi i componenti sia della maggioranza sia dell’opposizione. Ignazio La Russa ha promesso che entro domani provvederà alle nuove nomine se i gruppi non si muoveranno, ma senza un accordo tra i partiti sarà difficile riattivare davvero la bicamerale e portare avanti la riforma nei tempi che la maggioranza immagina: approvazione definitiva alla Camera entro fine anno e rinnovo del cda Rai prima della fine della legislatura.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere