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Politica 2 min di lettura4 giorni fa

Bill Gates e il rischio IA: perché chiede regole senza fermare la corsa

Il fondatore di Microsoft avverte sui possibili danni estremi dell’intelligenza artificiale e sollecita i governi a fissare protezioni concrete.

Nel confronto sui pericoli dell’intelligenza artificiale, Bill Gates considera significativo anche il richiamo della Chiesa ai valori da preservare. «Trovo importante che il Papa intervenga ricordando i valori duraturi della Chiesa, perché non dice che è tutto terribile, ma che se non custodiamo certe cose potrebbe diventarlo», ha affermato.

Secondo Gates, la risposta non può consistere nel bloccare la ricerca. Un arresto totale impedirebbe infatti di usare questi strumenti per cercare terapie, contrastare il cambiamento climatico e offrire nuovi supporti alle persone. La priorità, a suo giudizio, è costruire difese contro minacce concrete, tra cui gli attacchi informatici e quelli di natura biologica.


Lo sviluppo non va fermato

L’ex dirigente di Microsoft ritiene possibile progettare sistemi nei quali la persona resti il riferimento principale. Non nasconde però la difficoltà dell’obiettivo: l’umanità non ha mai dovuto governare una trasformazione paragonabile a quella prodotta dall’IA.

Gates paragona la portata di questa tecnologia alle grandi innovazioni alle quali ha contribuito, come personal computer e internet, sostenendo tuttavia che l’impatto dell’intelligenza artificiale potrebbe essere ancora maggiore. In alcuni ambiti, aggiunge, essa raggiunge o supera le capacità cognitive umane e rappresenta quindi una prova senza precedenti.


Il rischio di una catastrofe

L’avvertimento più grave riguarda la possibilità che l’IA venga sfruttata da persone intenzionate a fare del male. «L’intelligenza artificiale è abbastanza potente da poter provocare eventi che causano un miliardo di morti», ha detto Gates in un’intervista alla NBC, della quale sono stati anticipati alcuni passaggi.

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Il fondatore di Microsoft ha descritto come senza precedenti la combinazione tra strumenti avanzati e soggetti malintenzionati. Per questo considera necessario preparare misure di sicurezza prima che la tecnologia renda più accessibili capacità potenzialmente distruttive.


Governi ancora in ritardo

A preoccupare Gates non è soltanto la potenza degli strumenti, ma anche l’idea diffusa che ogni innovazione finisca per correggersi autonomamente. A suo parere, questo approccio non è adeguato alla trasformazione in corso e rischia di lasciare scoperti i principali punti deboli.

Le aziende possono individuare i problemi tecnici, ma la definizione dei vincoli spetta alle istituzioni pubbliche. Gates sostiene che i governi non stiano intervenendo con sufficiente rapidità e afferma di voler usare il peso accumulato nella sua carriera per richiamare l’attenzione sulla necessità di ridurre i danni e valorizzare, allo stesso tempo, i benefici dell’intelligenza artificiale.

L’intervista completa alla NBC sarà trasmessa domenica. Gli estratti già diffusi mostrano una posizione favorevole alla prosecuzione della ricerca, ma accompagnata dalla richiesta di controlli esterni e di garanzie adeguate.

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