Azzariti contro il ddl sull’antisemitismo: «Rischia di zittire il dissenso
Il costituzionalista contesta il disegno di legge già approvato dal Senato e chiede un confronto serio davanti alla crescita di razzismo contro ebrei e musulmani.
La firma di Gaetano Azzariti figura tra quelle contrarie al disegno di legge sull’antisemitismo, approvato dal Senato e ora all’esame della Camera. Il costituzionalista spiega di aver aderito all’iniziativa per riportare il provvedimento dentro un confronto pubblico attento, in una fase segnata da episodi di razzismo contro ebrei e musulmani.
Il rischio di una norma vaga
Secondo Azzariti, il testo presenta un problema legato alla sua formulazione: la norma sarebbe troppo generica e priva di confini sufficientemente chiari. Una caratteristica che, a suo giudizio, può produrre effetti delicati quando viene applicata a temi connessi alla libertà di espressione.
Il giurista individua quindi nel provvedimento un possibile strumento per limitare il confronto politico e civile. La sua opposizione, chiarisce, nasce dalla volontà di discutere una questione drammatica senza ricorrere a formule che lascino margini interpretativi eccessivi.
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Il dissenso non va soffocato
Azzariti collega la scelta di firmare contro il disegno di legge al timore di una semplificazione nel sistema politico. Il pericolo, nelle sue parole, è che una materia complessa venga affrontata in modo riduttivo, senza distinguere adeguatamente tra la lotta all’odio razziale e la tutela del dissenso.
«Può essere usato per soffocare il dissenso», avverte il costituzionalista. La sua presa di posizione non nega la gravità dell’antisemitismo né quella delle altre forme di razzismo: chiede piuttosto che il contrasto a questi fenomeni avvenga attraverso una disciplina precisa e un esame pubblico approfondito.
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