Antisemitismo, lo scontro scuote il Pd: Renzi difende Segre
Il dibattito sul disegno di legge divide le forze politiche, mentre dalla Leopolda arrivano parole nette su Israele, Hamas e Hezbollah.
Liliana Segre ha chiesto che il Parlamento proceda unito sull’approvazione del disegno di legge contro l’antisemitismo, oltre le appartenenze politiche. La senatrice a vita ha motivato l’appello con la necessità di frenare quella che considera una nuova crescita dell’odio antiebraico.
Il provvedimento, arrivato alla Camera, non raccoglie però un consenso trasversale. Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra si sono schierati contro, mentre nel Partito democratico il confronto rischia di tradursi in una spaccatura: l’area riformista appare orientata a sostenerlo.
Il confronto politico resta aperto
Alla Leopolda il tema è stato affrontato anche da Fedez, tra gli ospiti della manifestazione. Il rapper ha contestato la scelta di considerare il disegno di legge una priorità nazionale e ha difeso la possibilità di criticare pubblicamente le posizioni espresse da Segre.
«Se questa è una priorità del paese, la trovo una stronzata enorme onestamente», ha detto Fedez durante il dialogo, aggiungendo di non ritenere la senatrice intoccabile. Il suo intervento ha alimentato il dibattito sulle parole pronunciate dalla parlamentare e sui limiti del dissenso nei suoi confronti.
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Renzi rilancia il sostegno a Segre
Nel discorso conclusivo alla Leopolda, Matteo Renzi ha preso una posizione opposta a quella espressa dal rapper. Il leader di Italia viva ha dichiarato di riconoscersi nella figura di Segre e ha collegato questa scelta alla propria identità politica e personale: «In un mondo di Francesca Albanese io sono fiero di essere sempre dalla parte di Liliana Segre che significa essere dalla parte di me stesso».
Renzi ha inoltre respinto l’idea che alla Leopolda ci sia stato disagio per le dichiarazioni di Fedez sul disegno di legge. Secondo l’ex presidente del Consiglio, non ci sarebbe alcuna esitazione nel sostenere che Hamas e Hezbollah ricevano finanziamenti dall’Iran, accusato di voler indebolire le leadership arabe riformiste.
La discussione resta quindi intrecciata a due piani: da un lato l’iter parlamentare del testo, dall’altro il confronto sulle critiche a Segre e sulla lettura delle forze che sostengono Hamas e Hezbollah. Il diverso orientamento emerso alla Leopolda riflette le divisioni già presenti tra i partiti.
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