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Politica 1 min di lettura23 set

Antisemitismo, la maggioranza chiude la porta a Schlein: testo invariato

Il provvedimento resta fermo sulla definizione dell’Ihra mentre nel Pd emergono posizioni diverse; Delrio parla di un’occasione persa.

L’ipotesi di correggere il disegno di legge sull’antisemitismo sembra già sfumata. La richiesta avanzata da Elly Schlein di rimuovere la definizione dell’Ihra non ha infatti trovato sponda nella maggioranza, che intende andare avanti senza modifiche sostanziali.

Maurizio Gasparri, tra i primi firmatari del testo, ha chiarito che il contenuto non cambierà. La stessa linea emerge dalle parole di Nazario Pagano, alla guida della commissione Affari costituzionali della Camera, dove l’esame del provvedimento è ormai vicino alla conclusione.


La linea della destra non cambia

Per i partiti che sostengono il ddl, la priorità è mantenere l’impianto attuale. Gasparri ha ribadito che il testo non verrà ritoccato, respingendo di fatto la proposta arrivata dal Pd.

Anche Pagano ha fatto capire che il percorso parlamentare non subirà correzioni di rotta. Il quadro che emerge è quello di una maggioranza compatta, determinata a non riaprire il dossier.

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Nel Pd emergono letture diverse

La richiesta di Schlein aveva acceso il confronto interno ai democratici, ma la posizione non è stata raccolta dal centrodestra. A commentare il mancato passo indietro è stato anche Graziano Delrio, che ha parlato di una scelta mancata.

Delrio ha definito il no «un’occasione persa», sintetizzando la delusione di una parte del partito. Il dibattito, però, resta aperto soprattutto dentro il Pd, dove la gestione del tema continua a dividere le sensibilità interne.

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