Annalisa Imparato cambia ruolo: dal fronte del referendum al giudice
La magistrata campana, favorevole al sì sulle carriere separate, ha chiesto di passare dalle funzioni di pm a quelle di giudice; lei parla di un prezzo pagato per la sua battaglia.
La svolta riguarda Annalisa Imparato, magistrata campana nota per aver sostenuto il referendum sulle carriere separate. Ora ha chiesto di lasciare l’incarico di pm per assumere le funzioni di giudice in un ufficio considerato più tranquillo.
La scelta arriva dopo mesi in cui aveva attaccato l’idea che un pubblico ministero possa svolgere anche il mestiere del giudice, e viceversa. Nel suo caso, però, il passaggio di ruolo apre anche un’altra lettura: qualcuno ipotizza che possa essere un modo più comodo per avvicinarsi a una possibile campagna per le Politiche.
Dalla battaglia referendaria al cambio di ruolo
Per mesi Imparato ha sostenuto con forza la linea del sì, schierandosi contro quella che descriveva come l’“arroganza” di chi rivendica competenze doppie. Adesso, però, ha scelto di muoversi nella direzione opposta sul piano professionale, chiedendo di passare a un incarico da giudice.
Lei stessa ha lasciato intendere di pagare un prezzo per quella battaglia, parlando di uno scotto legato alla sua esposizione pubblica. Il caso, proprio per questo, non viene letto soltanto come una normale decisione di carriera.
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L’ipotesi politica che accompagna la scelta
A rendere la vicenda più delicata è il sospetto, circolato in ambienti vicini alla magistratura, che la destinazione a un ufficio meno esposto possa risultare utile anche in vista di un impegno elettorale. In particolare, si ipotizza una preparazione più agevole a una corsa per le prossime Politiche.
Resta il fatto che il percorso di Imparato si intreccia con un dibattito già acceso sulle carriere separate e sul rapporto tra magistratura e politica. La sua vicenda finisce così per diventare un caso emblematico, proprio perché mette insieme scelta professionale, esposizione pubblica e possibili sviluppi futuri.
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