Anello con due brillanti a Montecitorio: il mistero si risolve in poche ore
Simonetta Matone ha consegnato il gioiello agli assistenti parlamentari dopo averlo trovato in una zona accessibile anche ai clienti della banca interna.
Il piccolo mistero nato a Montecitorio si è chiuso rapidamente: il prezioso anello recuperato da Simonetta Matone è tornato alla sua proprietaria, una donna estranea alla Camera dei deputati. La titolare si è presentata negli uffici del palazzo e ha fornito gli elementi necessari per dimostrare di essere la legittima proprietaria.
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Il ritrovamento vicino alla banca
La deputata della Lega si è imbattuta nel gioiello in un’area del palazzo che non coincide con quella riservata all’aula. Si tratta della zona vicina alla galleria dei presidenti, non lontano dalla banca, dove possono passare anche persone che si recano allo sportello.
L’anello era stato lasciato su una mensola del bagno. Matone lo ha descritto come “un anello spettacolare”, spiegando che presentava due brillanti e che sembrava autentico. Proprio il possibile valore dell’oggetto l’ha spinta ad agire subito per evitare che potesse finire nelle mani sbagliate.
La consegna e le verifiche
Dopo averlo raccolto, la parlamentare ha raggiunto l’aula e ha affidato l’anello agli assistenti parlamentari. Il gioiello è stato quindi messo al sicuro in una cassaforte, in attesa che qualcuno si facesse avanti per reclamarlo.
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Matone, che è anche magistrato, ha chiesto che venisse redatto un verbale e ha scattato una fotografia dell’oggetto. La sua preoccupazione era verificare con precisione l’identità di chi lo avrebbe richiesto: trattandosi di un bene prezioso, non sarebbe bastata una semplice descrizione per ottenerne la restituzione.
La proprietaria si fa avanti
L’attesa, tuttavia, è durata poco. Una donna ha raggiunto gli uffici di Montecitorio e ha dimostrato di essere la proprietaria dell’anello, consentendo così la riconsegna del gioiello.
La titolare non è una deputata. Il ritrovamento, avvenuto in una parte del palazzo con accessi meno esclusivi rispetto all’aula, riguardava dunque una visitatrice o una persona che si trovava nella zona della banca, senza che siano stati forniti ulteriori dettagli sulla sua identità.
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