Putin e il ricordo conteso: Calenda conferma, Italia Viva lo smentisce
L’ex ministro ribadisce di aver partecipato a una conversazione con Renzi e il presidente russo, ma il partito dell’ex premier attribuisce la telefonata al solo Renzi.
Una telefonata attribuita a Carlo Calenda, Matteo Renzi e Vladimir Putin riaccende il confronto tra Azione e Italia Viva. L’episodio risalirebbe al periodo del referendum sulla Brexit e riguarda i presunti contatti sulle interferenze russe e sul ruolo di Russia Today.
Calenda sostiene di avere già raccontato pubblicamente quella conversazione e invita a verificarne l’esistenza attraverso la documentazione della segreteria di Palazzo Chigi. Italia Viva, invece, nega che l’ex ministro fosse presente e offre una ricostruzione completamente diversa.
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Calenda ribadisce la sua versione
Il leader di Azione ha affidato la propria replica a X, confermando senza modifiche sostanziali quanto riferito al Corriere della Sera. «Confermo parola per parola quanto detto al Corriere sulla telefonata con Putin, Renzi e l’allora Ministro dell’Industria russo», ha scritto, ricordando che il racconto sarebbe comparso anche in precedenti interviste e in un suo libro.
Secondo Calenda, delle conversazioni di quel livello dovrebbe esistere una registrazione o comunque una traccia presso gli uffici di Palazzo Chigi. L’attuale leader di Azione ha poi collegato la smentita di Renzi ai suoi precedenti rapporti con la Russia, sostenendo che l’ex presidente del Consiglio potrebbe non voler danneggiare relazioni professionali passate o presenti.
Italia Viva nega la presenza
L’ufficio stampa di Italia Viva ha respinto l’intera ricostruzione, definendola l’ennesimo segnale di una presunta alterazione dei ricordi da parte di Calenda. Il partito ha sostenuto che la telefonata con Putin venne effettuata esclusivamente da Renzi, che in quel momento si trovava nella sua abitazione di Pontassieve.
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Nella versione di Italia Viva, il colloquio sarebbe avvenuto dopo la manifestazione del comitato per il sì in Piazza del Popolo e avrebbe riguardato le interferenze russe e Russia Today. Calenda, secondo il partito, avrebbe appreso dell’iniziativa insieme agli altri ministri attraverso il resoconto dell’allora premier, senza parlare direttamente con Putin.
Il precedente dei rapporti con Mosca
Italia Viva ha inoltre richiamato alcune occasioni in cui Calenda si sarebbe mostrato attivo sul dossier italiano-russo. Tra queste, il vertice di San Pietroburgo del 2016, dove avrebbe sostenuto il rafforzamento dei rapporti tra Italia e Russia, e le dichiarazioni del 2022 sull’eventuale esclusione dell’Ucraina dall’Unione Europea dopo l’invasione russa.
Il partito ha però distinto quei precedenti dalla questione delle interferenze nel referendum del 2016, affermando di non ricordare un particolare impegno di Calenda su quel tema. La controversia resta quindi concentrata su un punto preciso: la sua presenza o meno nella telefonata tra Renzi e Putin.
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